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Patto di Stabilità e Venezia: lettera al Presidente Renzi dal Segretario PD Provincia di Venezia, Marco Stradiotto

Caro Presidente,

come certamente saprai il Comune di Venezia è chiamato, in queste ore, ad affrontare una vera e propria emergenza occupazionale e istituzionale. Il mancato rispetto del Patto di Stabilità, e tu che sei Sindaco sai bene cosa significhi, è determinato dal fatto che l’Amministrazione Comunale non è riuscita a migliorare i saldi, rispetto al triennio precedente, per dei fattori che non dipendono dalle scelte degli amministratori ma che sono da considerarsi “esogeni”.

A partire dal 2012, infatti, il Comune di Venezia non è più beneficiario di quei finanziamenti speciali che, negli anni passati, erano garantiti dalla Legge Speciale per Venezia. A tal proposito è evidente come, per equità e non per chiedere trattamenti privilegiati, sia indispensabile rivedere, per il caso specifico di Venezia, il meccanismo di calcolo del Patto di Stabilità, depurandolo dai finanziamenti speciali: se così non fosse Venezia verrebbe penalizzata più di tutti gli altri Comuni Italiani.

Non chiediamo il ripristino di un Finanziamento Speciale, che sappiamo oggi, non potrebbe essere attuato, ma la possibilità di non conteggiare, ai fini della determinazione del Patto di Stabilità, quelle risorse eccezionali ricevute negli anni scorsi. Se non fosse assunta questa decisione in sede parlamentare i mancati trasferimenti della Legge Speciale, di fatto, diverrebbero un doppio taglio, a causa del Patto di Stabilità: un taglio di trasferimenti più un taglio a causa delle sanzioni.

Personalmente, nel 2012, nel corso dell’approvazione della Legge di Stabilita per il 2013, in Senato, ho contribuito a far comprendere come l’applicazione in modo standardizzato di un parametro falsato dall’eccezionalità di un trasferimento straordinario, avrebbe comportato forzatamente la rottura del Patto di Stabilità. E in quel caso fu approvato un emendamento che riconosceva questa particolarità e che prevedeva per Venezia delle sanzioni alleggerite. 

Pochi giorni addietro, purtroppo, il Presidente del Senato Pietro Grasso non ha ammesso al voto l’emendamento già approvato dalle Commissioni, che avrebbe risolto il problema, per vizi di natura procedimentale e per una sua personale valutazione rispetto a un aspetto di presunta “Iniquità”. 

Sono certo che tu, da Sindaco prima ancora che da Presidente del Consiglio dei Ministri, possa capire quale condizione oggi è costretto a vivere, a causa di questa scelta, il Comune di Venezia e come quello che dovrebbe essere uno dei protagonisti del nostro Sistema Paese rischi di non essere più in grado neppure di erogare i servizi essenziali, figuriamoci di rappresentare, grazie alla forza del proprio brand internazionale, un innesco per lo sviluppo di tutto il Paese. 

Non chiediamo favori particolari ma il riconoscimento che con il meccanismo del Patto di Stabilità interno vigente, considerate le specificità di Venezia e il fatto che gli sono stati tagliati i fondi della Legge Speciale, nessun Sindaco e nessuna Amministrazione, nelle stesse condizioni, avrebbe potuto centrare gli obiettivi di Patto.

Tutti i parlamentari veneziani sono mobilitati, anche in modo trasversale, per questa battaglia di equità che mi permetto di chiederti di fare tua, anche prevedendo un Decreto Legge specifico.

Certo di un tuo interessamento, colgo l’occasione per augurarti buon lavoro,

Marco Stradiotto

Segretario PD Provincia di Venezia

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Questa lettera, del già Sottosegretario allo Sviluppo economico del secondo governo Prodi ed attuale Segretario Pd per la Provincia di Venezia, fa seguito al comunicato stampa - pubblicato anche in questo blog - vedi post del 23.02 - in cui, con fermezza ed autorevolezza dovutagli dai precedenti incarichi ai più alti livelli istituzionali, Marco Stradiotto commenta con dubbiosa perplessità la conoscenza del Patto di Stabilità da parte del Presidente del Senato Pietro Grasso. 
 
La  Legge Speciale per Venezia, Legge n.171 del 16.04.1973, nella premessa dichiara che "La salvaguardia di Venezia e della sua laguna è dichiarata problema di preminente interesse nazionale. La Repubblica garantisce la salvaguardia dell'ambiente paesistico, storico, archeologico ed artistico della città di Venezia e della sua laguna, ne tutela l'equilibrio idraulico, ne preserva l'ambiente dall'inquinamento atmosferico e delle acque e ne assicura la vitalità socioeconomica nel quadro dello sviluppo generale e dell'assetto territoriale della Regione. Al perseguimento delle predette finalità concorrono, ciascuno nell'ambito delle proprie competenze, lo Stato, la Regione e gli Enti locali".

E' per questo che, a mio avviso, l'intervento di Stradiotto ha tutte le ragioni d'essere per motivare la richiesta di un nuovo Decreto Legge specifico per Venezia, la cui unicità è mondialmente riconosciuta per il valore ambientale e paesaggistico della sua laguna, per l'incomparabile bellezza della città antica, per le attività portuali ed industriali che la terraferma ospita e propone sia a tutta la nazione, sia internazionalmente. L'intero Comune di Venezia-Mestre necessita quindi di nuovi strumenti legislativi, snelli ed agevoli da applicare direttamente dalla sua amministrazione comunale. Per una gestione coordinata dello sviluppo urbano sostenibile tra la città d'acqua e la sua terraferma, una nuova Legge Speciale, non può più essere rinviabile. Ed è in questo momento in cui gli appropriati cambiamenti dovranno essere profondi ed incisivi per sconfiggere definitivamente la crisi che, credo, sia doverosa una riflessione che affronti il pensare all'opportunità di uno Statuto Speciale per Venezia.

Valter Carraro Gasparin 

Pubblicato il 27/2/2014 alle 19.13 nella rubrica Diario.

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