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Assange arrestato. Ma non fermato: questione di file.

Assange è stato arrestato a Londra. L'accusa partita a suo tempo dalla Svezia su testimonianza di due donne, è praticamente quella di non aver usato il preservativo e in sé è ovviamente compatibile con le leggi del Paese che l'ha emessa. In Svezia il preservativo è obbligo di legge, pena la denuncia con relativa condanna per coercizione, molestie sessuali e stupro. Ma i bimbi non nascono sotto i cavoli quindi, in caso di consenso della donna, non è applicabile la norma punitiva. Assange, da tempo, dice che le due donne erano consenzienti. A prescindere da preservativo sì - no, sicuramente nessuno si è fatto male e allora lo stupro si ferma qui, con puro valore giuridico svedese. Nessuna delle due donne pare aver mai parlato di violenze o traumi subiti; ma allora? La mancanza del preservativo nella civilissima Svezia, può far scattare un mandato di cattura internazionale valido in 188 Paesi ? E se con Scotland Yard lo stesso Assange aveva già preannunciato avere degli accordi, che in qualche modo sembra non siano stati rispettati, qual'è il vero livello in cui opera Assange? Tante domande, e tra le tante risposte spunta fuori anche il nome del Dr. Cass Sunstein, attualmente amministratore dell'Ufficio Informazioni della Casa Bianca. Siamo arrivati alla CIA?

Leggendo il Pakistan Daily, del 28 luglio 2010, quotidiano controllato dall'Intelligence USA, balza agli occhi il titolo: CIA, Mossad e Soros dietro Wikileaks. Suspicions abound that Wikileaks is partof U.S. cyber-warfare operations trad.: "Abbondano i sospetti che Wikileaks sia parte di operazioni USA di cyber-warfare." Il termine cyber-warfare o guerra informatica viene definito in Wikipedia come: “l’ insieme delle attività di preparazione e conduzione delle operazioni militari eseguite nel rispetto dei principi bellici condizionati dall'informazione. Si traduce nell'alterazione e addirittura nella distruzione dell'informazione e dei sistemi di comunicazioni nemici, procedendo a far sì che sul proprio fronte si mantenga un relativo equilibrio dell'informazione. La cyberwarfare si caratterizza per l'uso di tecnologie elettroniche, informatiche e dei sistemi di telecomunicazione".


Wikileaks, nel luglio 2010 - scriveva di essere vittima del COINTELPRO (Counter Intelligence Program), emanazione  di E.Hoover, mitico capo dell’FBI, programma di infiltrazione anche illegale  tra i militanti politici delle sinistre radicali, attivo negli USA tra il 1956 e il 1971; ma nessuno pensa che sia stato veramente abbandonato. Invece sembra si possa attribuire con un buon livello di certezza al co-fondatore John Young e fondatore di cryptome.org, la mail in cui si legge: "Crackeremo il mondo e lo faremo fiorire in qualcosa di nuovoSe spennare la CIA ci aiuterà, allora la spenneremo. Abbiamo arraffato da NED, CFR, Freedomhouse e altre tette della CIA. Abbiamo tutti documenti sull'Afghanistan prima del 2005. Molti dati dall'India. Una mezza dozzina di ministeri degli esteri. Decine di partiti politici e consolati, Banca mondiale, APEC, sezioni ONU, gruppi commerciali, Tibet e associazioni fulan Dafa e il phishing della mafia russa (potentissimo) che estrae dati in tutto il mondo. Non conosciamo nemmeno un decimo di ciò che abbiamo o conserviamo". Un vero peccato non aver potuto chiederglielo di persona. La sua visita a Roma era prevista il 30 novembre scorso, ma inviò una mail il giorno prima a http://www.hackthegov.it/:

Date: Mon, 29 Nov 2010 12:44:27 -0500
To: "Luca Nicotra, AgoraDigitale.org"
From: John Young
Subject: Re: Invitation to Internet Governance Forum Event in Rome

Dear Luca,

It is with great regret that Deborah and I will not be able to participate
in your conference due to unexpected personal obligations.

We wish you enormous success and that you will invite us in the
future.

Best regards,

Deborah Natsios and John Young


Ora sul suo sito vi è un'ampia documentazione fotografica dell'arresto di Assange, suo ex socio. Le didascalie che accompagnano le foto sono comunicati Reuters o comunicazioni rese in forma neutra. Non ha però cambiato opinione sulla libertà di espressione e dopo una serie di link stile Wikileaks scrive: Cryptome si compiace per la pubblicazione di documenti che sono vietati da parte dei governi di tutto il mondo, in particolare materiali sulla libertà di espressione...

Tornando agli intrighi internazionali, vi sono poi dei fatti inconfutabili: quando Wikileaks era già in possesso di più di 1 milione di documenti nessuno disse una parola. E chi esce indenne dalle rivelazioni Wikileaks sono solo Obama e Israele. Per ora. Lo scenario quindi sarebbe: la CIA s'insinua nell'organizzazione di Assange e si lascia "spennare" controllando, o sperando di controllare, la gran massa di informazioni che probabilmente sarebbero costate molto di più, sempre ammesso di riuscire ad averne una tale quantità e ufficialmente senza pestare i piedi a nessuno. Ma Israele, anzi, meglio sarebbe dire il Mossad, fiutata la faccenda, vuole "partecipare" per sapere cosa bolle nelle ambasciate orientali. Un po' tutte. Saudi Arabia la più richiesta. Basta aprire qualche file e ci si rende conto della vastità del materiale raccolto. Si arriva quindi al nodo della questione o almeno a quello che i principali consulenti di Wikileaks vogliono si sappia tramite loro fonti. Non bisogna dimenticare che in Wikileaks è presente il fiore della dissidenza cinese.

C'è 
Wan Dan, (premio NED nel1998), Youcai Wang, anima del Partito Democratico Cinese e XiaoQiang, di Radio Free Asia, finanziata dall'onnipresente George Soros (finanziò Solidarnosc e altri movimenti umanitari) che potrebbe aver visto di cattivo occhio la "politica" di Assange. Insomma, è proprio da fonti asiatiche che si vuole far sapere che Assange passava materiale anche ad Israele e questo non piace agli States, al tempo governati da Bush; specialmente quando tira brutta aria sul processo di pace in medio oriente. Sembrerebbe che sia stata questa specie di doppio gioco per ottenere finanziamenti, la vera causa per cui Assange è stato "bruciato", con tutti gli accordi del caso, anche se Assange, nella sua ultima intervista on line a The Guardian, era molto scettico sul rispetto di questi. E, da come sono andate le cose, pare avesse ragione da vendere. Intanto, se ieri Wikileaks era raggiungibile da più di 500 siti in tutto il mondo, dopo l’arresto di Assange i siti hanno superato quota 1.000. E per ora, sul sito rimane l'immagine di Assange
che con la sua genialità ha innescato il coinvolgimento del mondo web e non solo. Lo dimostra il fatto che l'Australia ora, per voce del ministro degli Esteri, riconosce il proprio cittadino - cosa che Assange aveva chiesto al suo Stato natale - e riversa sugli Stati Uniti la responsabilità di volersi riprendere una leadership mondiale a tutti i costi, incurante della crisi globale. C'è poi da capire cosa ha in mente lo zar Putin e la potenza Cina, dalla politica sempre più espansionista. Questione di file...

La storia di Assange, di Wikileaks e del movimento cyber del XXI secolo non è finita. Anzi, probabilmente è appena cominciata...

Gli indirizzi Wikileaks che vanno spargendosi nel mondo sono visibili all'indirizzo:


 http://213.251.145.96/mirrors.html


Perché Assange può essere utile a Obama


Dal Financial Time
Articolo di Eugeny Morozov
Traduzione di Anna Bissanti
Sul Sole 24 Ore

«Assange fornisce servizio pubblico»

Da Lettera 43
Il regista Ken Loach garante di Assange
da Londra Gea Scancarello

Se saprà gestire la situazione, sarà l'America a trarre il più grande beneficio dalla nuova rete dei fanatici di internet, i Che Guevara del XXI secolo. Financial Times

Pubblicato il 8/12/2010 alle 1.58 nella rubrica INTERNET.

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