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blog di Valter Carraro Gasparin
POLITICA
31 ottobre 2010
A Camigliano (CE) il sindaco raggiunge il 70% di differenziata e Maroni lo destituisce
3 agosto 2010, Italia - Camigliano - provincia di Caserta. Il sindaco, con molta competenza, da bravo ingegnere ambientale organizza nel suo comune una raccolta differenziata dei rifiuti che neanche in Alto Adige. 70% col bilancio comunale in ordine e servizi per i bambini e le mamme da paese scandinavo. Qualcuno lo dice a Maroni e lui prontamente pensa a romperli. Vincenzo Cenname, questo il nome del sindaco, non è né corrotto, né camorrista. No, la sua colpa è voler fare le cose per bene. In particolare si oppone alla provincializzazione della gestione dei rifiuti da parte del Consorzio Napoli-Caserta che ha già un discreto curriculum di sprechi, pessima gestione e tariffe esose.

La legge 26
quella che sanciva la fine dell’emergenza immondizia in Campania), impone ai comuni di farsi da parte e di lasciare la gestione dei rifiuti, compresa la riscossione delle tasse, al nuovo ente provinciale.
Ma l’ormai ex sindaco non vuole cedere: “Mi sono sempre opposto alla gestione del consorzio e ora lo faccio con la società provinciale. Preferisco usare uomini e mezzi del comune, imposte all’ente locale in cambio di un servizio efficiente”. Ma Maroni non ci sente e in piena estate fa firmare il decreto di scioglimento al presidente della Repubblica.

I bambini che portano la plastica a scuola vengono premiati con ecoeuro per comprare materiale didattico, vengono raccolti gli oli esausti, e si distribuiscono pannolini lavabili alle neo mamme. Questi sono solo alcuni esempi e i numeri danno ragione all’ormai ex primo cittadino: costi contenuti, bilancio in ordine. “Se i comuni – continua Cenname – escono dalla gestione, la nuova società provinciale con l’ingresso dei privati, ereditando i disastri finanziari del consorzio, avrà un solo modo per ripianare i buchi: aumentare la tariffa. Una logica che rigetto. Tra l’altro sulla legge 26 c’è una proposta di modifica, avanzata dalla provincia di Caserta, guidata dal centro-destra”. La nuova società provinciale eredita la gestione allegra del consorzio unico Napoli-Caserta, guidato fino all’aprile scorso dal plurindagato Antonio Scialdone, e ancor prima l’esperienza dei consorzi di bacino, tra cui il famigerato Ce4, retto da Giuseppe Valente, uomo di Cosentino, condannato due volte.

In 7 giorni è stato rimosso un sindaco preparato e competente, in un territorio che conta 28 comuni sciolti per infiltrazioni camorristiche. Ma l’ex sindaco promette battaglia: “Valuteremo i prossimi passi. Nei giorni scorsi c’erano i ragazzi di Libera, venivano da Padova, non sono riuscito a spiegare perché mi hanno cacciato, sono rimasti allibiti”. Poco distante da Camigliano, le notizie raccontano di nuovi scioperi dei lavoratori degli ex consorzi, rifiuti in strada e raccolta a rilento. Mentre l’emergenza torna protagonista, il governo manda a casa i sindaci modello. I cittadini ora lo reclamano e lo rivogliono al suo posto.
 
Presidente Napolitano, quando questa è la volontà popolare e soprattutto le cose funzionano, Lei non pensa che la situazione meriti un riesame ?
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