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blog di Valter Carraro Gasparin
POLITICA
30 dicembre 2008
Il Dalai Lama ringrazia tutti i suoi sostenitori

Il XIV Dalai Lama, premio Nobel per la Pace nel 1989 per la resistenza non violenta contro la Cina, emblema vivente, con le sue parole e le sue azioni di leader politico e spirituale del popolo tibetano, voce tra le più ascoltate del pacifismo mondiale, dalla saggezza antica e sempre più attuale della scuola Gelug del Buddhismo Tibetano, nel suo libro "LA VIA DELLA TRANQUILLITA' - Meditazioni per un Anno", nella pagina dedicata al 30 dicembre, ringrazia i suoi sostenitori di tutto il mondo, India in testa, dove si trova in esilio in seguito all'occupazione cinese del Tibet, a Dharamsala:

VORREI RINGRAZIARE sinceramente, a nome dei tibetani in Tibet e fuori dal Tibet, i nostri sostenitori e amici. Stiamo attraversando difficoltà e sofferenze incommensurabili, senza precedenti nella nostra storia. La simpatia, il sostegno e l'aiuto che la gente di tutto il mondo, l'India in testa, ci ha accordato, saranno ricordate per sempre e registrate nella storia.

Fino a quando rimarrà lo spazio, fino a quando ci saranno esseri viventi, fino ad allora possa anch'io durare, per liberare il mondo dalla sofferenza.

Dharamsala - INDIA
TIBET

FREE TIBET IN FREE CHINA
TIBET LIBERO IN LIBERA CINA

Dharamsala - INDIA

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POLITICA
28 dicembre 2008
In Sicilia le Province restano. Per l'abolizione solo un voto.

In Sicilia le Province restano. Per l'abolizione solo un voto

Le promesse di Berlusconi restano promesse e il presidente della commissione antimafia in Regione Sicilia, il democratico Calogero Speziale vede la sua proposta di abrogazione rimbalzare sul muro di gomma di Pdl e UdC. L'abolizione delle province in Sicilia infatti, potrebbe essere fatta in un giorno, a differenza di quanto servirebbe legislativamente  per il Parlamento italiano. Per questi Enti, in Sicilia, «Basterebbe un tratto di penna» come diceva pochi giorni fa la proposta portata in commissione Affari Istituzionali da Lillo Speziale. Ma la votazione ha visto presenti otto membri della Commissione su tredici e i quattro appartenenti al Partito Democratico nulla hanno potuto contro i voti di Pdl e UdC, malgrado Casini, a parole, si sia dichiarato più volte favorevole per la soppressione. Le promesse di Berlusconi, malgrado la campagna del quotidiano Libero, cui hanno aderito cittadini e gruppi di parlamentari, sono rimaste promesse, unitamente alle parole di Fini e alle indecisioni della Lega. Alla prova dei fatti nulla è cambiato e i costi esorbitanti di questi Enti sono rimasti tali: 890 milioni. Calcolo emergente da un rapporto ISTAT sui bilanci 2006. Per gli amministratori invece, il calcolo lo ha fatto Il Sole 24 Ore. Le indennità - 'paga base' che esclude rimborsi, diarie e altre voci, per i 315 consiglieri provinciali ammontano a otto milioni e 300 mila euro. Una esagerazione, scrive nel suo articolo sul Corriere della Sera, Gian Antonio Stella - noto, con Rizzo,  per il vendutissimo libro "La Casta".
 
Poteva essere un bel regalo per l'anno nuovo, scrive Stella, e le province siciliane più ancora delle altre non dovrebbero neppure esistere. Nello Statuto che il 15 maggio 1946 riconosceva l'autonomia della Regione vi è infatti l'art. 15 che recita «Articolo 15: Le circoscrizioni provinciali e gli organi ed enti pubblici che ne derivano sono soppressi nell'ambito della Regione siciliana». Inutile dirlo, questo articolo non fu mai applicato, eppure lo scritto non lasciava spazio a interpretazioni e ribadiva che «l'ordinamento degli enti locali si basa nella Regione stessa sui Comuni e sui liberi Consorzi comunali». Proprio su questa parte dello Statuto Autonomo della Regione, Speziale ha tentato di incardinare la sua proposta. Abolite le province e i relativi astronomici costi, tutte le funzioni sarebbero passate ai Comuni. Semplice ed efficace. Qualche spostamento di personale sarebbe stato inevitabile, ma non certo siderale,  e i Comuni, con la loro maggiore  capillarità sul territorio, avrebbero potuto offrire ai cittadini qualsiasi  servizio più agevole e rapido. Evidentemente, troppo semplice ed efficace.
 
Mancano le tipiche, italiche complicazioni e soprattutto la possibilità di avere a disposizione enti 'utili' e legalizzati in cui poter suddividere in mille rivoli soldi pubblici. Stella ci dice anche come avvenne la regolarizzazione delle province. Partendo dall'inapplicato art.15 del 1946, queste restarono provvisoriamente in vita a suon di deroghe come amministrazioni straordinarie per un anno, due anni, tre anni, quattro anni... E poi ancora cinque e sei e sette... E poi ancora otto e nove e dieci... Finché nel 1986, dopo quarant'anni, l'assemblea regionale decise infine di smetterla con quella ipocrisia. E le province provvisorie furono ribattezzate: d'ora in avanti si sarebbero chiamate Province Regionali. Cosa fanno? Distribuiscono. Incarichi,  appalti, prebende, «nomine o proroghe di dirigenti, collaboratori esterni, consulenze varie». Il Natale dello scorso anno, Raffaele Lombardo - MpA - allora presidente della provincia di Catania, lo passò a firmare 57 documenti atti a questi scopi.
Rivelazioni che il periodico on line catanase "Il Dito" continua a fornire.  Insomma,  esagerazioni e  sperperi dove non mancano le ormai collaudate speculazioni immobiliari. Nino Amadore, giornalista del Sole 24 Ore (l'autore di La zona grigia, professionisti al servizio della Mafia), ha denunciato nei suoi scritti l'uso sconsiderato di queste amministrazioni. Stella riporta: 98.089 di spesa di indennità ogni centomila abitanti a Palermo, 389.705 a Enna. Alle 9 province già esistenti (una ogni mezzo milione di abitanti, con un massimo di un milione e 235 mila nel caso di Palermo e un minimo di 177mila di Enna) non sono state (ancora) aggiunte le altre tre di cui si parla da anni: Caltagirone, Gela e Monti Nebrodi. Le spese  raggiungerebbero cifre da progetti spaziali... Per fare il suo mestiere e il proprio dovere civile, Amadore è stato oggetto di pesanti intimidazioni. La sua auto è stata seriamente danneggiata e poche settimane dopo  il direttore del 'Sole', Ferruccio de Bortoli si è visto recapitare una busta con due proiettili

La proposta del democratico Lillo Speziale: 

Articolo 1: Le province regionali sono soppresse.

Articolo 2: Le loro funzioni sono trasferite ai liberi consorzi di comuni istituiti a norma dell'art. 15, comma 2, dello Statuto della Regione. Nelle more di tale istituzione, esse sono trasferite ai comuni, ricompresi nella soppressa provincia, che le eserciteranno in forma singola o associata.
 
Articolo 3: I dipendenti passano nei ruoli dell'amministrazione dei comuni, in una qualifica corrispondente a quella di provenienza.

Articolo 4: I beni, mobili ed immobili, di proprietà delle province sono trasferiti nella proprietà dei comuni.


E così via...

SOCIETA'
26 dicembre 2008
Non c'è Pace per Eluana - Sentenze della Legge italiana e della Corte Europea ignorate da un pugno di associazioni sconfitte dalla democrazia

Non c'è Pace per Eluana - Le Sentenze della Legge italiana e della Corte Europea ignorate da un pugno di associazioni, le stesse il cui ricorso è stato rigettato dalla Corte di Strasburgo per i diritti umani. A che serve la Cassazione e la Corte Europea di Strasburgo se c'è un associazionismo più malato di Eluana? Un associazionismo che non rispetta la Legge nel suo più alto grado di giudizio in Italia e non si cura del Parlamento Europeo?

Ancora una volta il caso di Eluana Englaro fa discutere, questa volta per il parere del neurologo Giuliano Dolce che l'ha visitata quasi un anno fa e secondo cui la donna, da 17 anni in coma vegetativo, conserverebbe il riflesso della deglutizione.

Conserverebbe? E ci dica, professore, cosa conserverebbe ancora Eluana nello stato in cui è da 17 anni? Pendiamo dalle sue labbra intrise di sapienza neurologica. Perchè non dice che il riflesso non può essere considerato come la funzione vera e propria della deglutizione?*

La risposta arriva dal Presidente della Società italiana di nutrizione artificiale e metabolismo (Sinpe), Maurizio Muscaritoli e definisce la tesi di Dolce «molto improbabile»«È molto improbabile che una persona in stato vegetativo permanente da vari anni possa mantenere la funzione della deglutizione in misura comunque sufficiente a garantire in sicurezza il soddisfacimento dei suoi bisogni nutrizionali. E mi sembra anche molto improbabile che, in 17 anni, se ci fosse stata tale possibilità nessuno se ne sia accorto». Insomma, anche ammesso che Eluana conservi in parte il riflesso della deglutizione, spiega Muscaritoli, «quando lo stato cognitivo è alterato, è possibile che il cibo imbocchi le vie aeree anzichè le vie del canale alimentare e questo rende la nutrizione naturale molto pericolosa». Dunque, conclude lo specialista, «reputo molto improbabile che Eluana, ammesso conservi il riflesso della deglutizione, possa deglutire una quantità di cibo e acqua sufficienti a coprire i suoi bisogni, e non mi risultano comunque altri casi di pazienti in stato vegetativo permanente alimentati per via naturale». 

Anche il legale della famiglia Englaro è intervenuto in risposta al dottor Dolce. «Il dottor Dolce non è mai stato nè attualmente è il medico curante di Eluana. Taccia, quindi, sull'operato e sulle responsabilità di altri professionisti che hanno in carico il suo trattamento». Così il professor Vittorio Angiolini, il legale di Beppino Englaro. Angiolini ha solo fatto notare che Dolce «è il padre di uno degli avvocati che hanno promosso il ricorso respinto dalla Corte Europea» e che «non è la prima volta e nè sarà l'ultima che fa interventi di questo genere». Nonostante ciò le associazioni firmatarie del ricorso presentato a Strasburgo e rigettato dalla Corte Europea per i diritti dell'uomo, hanno promosso un appello al presidente della Repubblica, al Presidente del Consiglio e al Ministro di Grazia e Giustizia con la pretestuosa motivazione di «nuovi eventi medico-scientifici riguardo alle persone in stato vegetativo dei risultati della recente letteratura medica, nonchè della recentissima notizia della deglutizione di Eluana Englaro». FonteIl Gazzettino    

Si chiede che la Corte di Appello di Milano riveda il proprio giudicato sulla base di questi 'eventi' - siamo arrivati all'evento, quasi fosse un concerto - che nulla hanno di nuovo, ed è stato spiegato perchè, se non tentare di ribaltare a mero scopo ideologico, analisi cliniche, Leggi italiane ed europee. E' ora di dire basta a questi gruppi che accettano e vogliono imporre soltanto la loro legge e della democrazia se ne fregano. Tutto e sempre, sulla pelle e sul dolore altrui.

Eluana quand'era felice

* La deglutizione consiste in una sequenza di contrazioni muscolari che trasportano il cibo dalla cavità orale allo stomaco. Gli eventi preparatori della deglutizione consistono nello spostare il bolo in posizione centrale tra la parte anteriore della lingua ed il palato rigido. La tappa seguente è quella della chiusura delle labbra (se non già avvenuta), mentre la punta della lingua viene premuta verso il palato rigido. La mandibola viene ancorata ed il palato molle elevato per occludere il rinofaringe ed aprire le fauci, evitando così il reflusso degli alimenti all'interno del naso. Un progressivo piegarsi a forma di arco verso l'indietro del corpo della lingua contro il palato molle, sospinge il bolo verso la faringe.  

Dr.Dolce, è questo il 'riflesso' di cui parla?

Taccia, come sta facendo Udine e le persone rispettose del dolore vissuto da troppo tempo

POLITICA
21 dicembre 2008
Openpolis.it - Alpha ha compiuto un anno. Ora è arrivato il fiocco azzurro
Fiocco azzurro in casa Openpolis.it Una nuova nascita ha allietato lo staff e la Community .

Ehi! Non sono virtuale!

Openpolis è un progetto no-profit realizzato
dall’associazione d.e.p.p. (democrazia elettronica e partecipazione pubblica) e dalla comunità di persone che ha collaborato e collabora alla sua sperimentazione e alla progettazione partecipata on line. L’obiettivo è promuovere l’uso della rete e del software open source per favorire la partecipazione collettiva al controllo delle informazioni e delle scelte politiche. Un progetto indipendente da partiti e movimenti politici che offre un sistema di documentazione collettiva per rendere la politica trasparente e aperta, cioè controllabile dai cittadini.

OPENPOLIS permette di conoscere i propri rappresentanti, attraverso le schede che raccontano chi sono i politici eletti, dal Parlamento europeo fino al più piccolo Comune d'Italia. Per ognuno di essi, inoltre, è possibile monitorare gli incarichi, le carriere nei partiti e nelle aziende, i voti espressi e le presenze nelle istituzioni. Gli utenti registrati possono raccogliere e pubblicare le dichiarazioni e gli impegni assunti dai politici su qualsiasi argomento.

Fiocco azzuro in Openpolis
info@openpolis.it


Il Votometro - politiche 2008
Uno strumento OpenPolis

diritti
17 dicembre 2008
Per far valere le ragioni di una disabile, nonostante l'INPS agisca in spregio alla legge

L'Imprevidenza sociale sbaglia i conti e ora sta pignorando 17.881,70 € a mia sorella,riconosciuta dallo stesso INPS invalida civile totale. Nel giugno 2006 l'Istituto aveva scritto circa il recupero di questa somma per errori nell'attribuzione degli assegni di invalidità. Errori che, solo verbalmente, ammise lo stesso direttore dell'Agenzia dell'Ente. Dopo una lettera raccomandata dell'ottobre 2008, da questo Dicembre sono iniziate le trattenute dalla pensione INVCIV (Invalida Civile) di mia sorella, con cifra pari al 20% dell'importo. L'errore INPS è dovuto alla corresponsione per 6 anni di due assegni identici per importo e motivazione. Due assegni entrambi per invalidità civile, invece di un assegno per l'invalidità ed un altro per l'accompagnataria che avrebbe dovuto essere di molto superiore.
Quindi la danneggiata è, con seconda ammissione sempre e solo verbale del direttore di Agenzia, mia sorella disabile totale, e non l'INPS. Perciò nel blog
Associazione Luca Coscioni scrissi: "oltre al dolore la beffa". Ora l'Istituto cerca soldi a causa di piani pensionistici inesistenti e in piena crisi economica, non trova di meglio che rifarsi sui disabili (totali) con famiglia monoreddito piuttosto che affrontare riscossioni indebite di pensioni milionarie. Affinchè altre persone disabili e famiglie esposte a questi ulteriori e gravi disagi possano avvalersi di più informazioni possibili, riporto integralmente il fax dell'avvocato da me contattato nel giugno 2006: 

L'art. 52 della Legge 09.03.1989 vigente alla Gazzetta Ufficiale 17.05.2006 n. 113, al comma II afferma che, nel caso siano riscosse rate di pensione non dovute, non si fa luogo al recupero delle somme corrisposte, salvo che l'indebita percezione sia dovuta a dolo dell'interessato. Ciò nonostante, la giurisprudenza non è stata, nel tempo, univoca sul punto, anche se ha sempre dato rilievo all'affidamento del percipiente ed alla comparazione tra l'interesse pubblico alla restituzione e l'incidenza che la ripetizione può avere nella sfera economica del pensionato, nonchè al decorso del tempo (in tal senso, cfr. C.Conti Lazio, Sez. Giuridiz., 05.04.1955, n. 121).

Non credo che la buona fede della signora (mia sorella) possa essere messa in dubbio: il fatto che l'INPS le abbia erogato una determinata somma mensile, peraltro minima, per ben 6 anni genererebbe in chiunque il convincimento che fosse quella corretta e, dunque, la buona fede del percipiente nel farla propria.

D'altra parte, anche a voler sostenere il dolo della signora, al fine di procedere al recupero delle somme erroneamente erogate, l'INPS dovrebbe instaurare una causa civile per la ripetizione dell'indebito e, successivamente, una volta in possesso del titolo, procedere al pignoramento.

A dire il vero, la pensione di invalidità non è pignorabile, ai sensi dell'art. 1 D.P.R. 5.1.1950 n.180, in nome dell'ovvio interesse pubblico: anche la giurisprudenza è sul punto costante (c.f.r., ad esempio, Cass. Civ., sez. III, 11.06.1999, n.5761).

A maggior ragione, se non è pignorabile, l'Istituto non potrebbe azionare meccanismi di autotutela trattenendosi ratealmente dalla pensione della signora ciò che le è stato erroneamente erogato.

Potrebbe, eventualmente, pignorare altri beni della signora od altre pensioni di cui la stessa fosse titolare, nei limiti di 1/5.

Trattandosi, poi, nello specifico della fattispecie della ripetizione dell'indebito, è ipotizzabile una prescrizione decennale del credito, anche se non è del tutto da escludere una prescrizione quinquennale prevista in via generale dal codice civile per le prestazioni pensionistiche.

Per tutti i motivi sopra esposti, ritengo, dunque, che tale somma non debba essere restituita all'ente richiedente: attendiamo di valutare il comportamento che l'Ente terrà in futuro.*

Ritengo che i familiari della signora dovrebbero essere informati sul punto e, nell'occasione, essere loro ribadito che valutino con attenzione il da farsi nell'ipotesi di decesso della congiunta, al fine di non ereditare posizioni debitorie.

                                                                                                                                Distinti saluti

                                                                                                                                   Avvocato
                                                                                                                                ......................

* Il futuro è arrivato e l'INPS pignora, nonostante i propri errori e malgrado le leggi in materia, scavalcando tutto e tutti; C. Conti del Lazio, Cassazione e Codice Civile. 


N.B. Il nome dell'avvocato non compare per ovvi motivi di privacy.
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