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blog di Valter Carraro Gasparin
POLITICA
29 ottobre 2008
Cossiga delira? No, insegna Provocazione
Le interviste di Cossiga e i suoi racconti di provocazioni, infiltrazioni per istigare alla violenza, bastonate e sangue, hanno fatto proseliti. Tutto sulla scia della Finanziaria, lanciata dal maestro unico Tremonti, con la pronta obbedienza della scolaretta Gelmini.
Il suo compito - decreto, è stato promosso al Senato (lo scrivo con la S maiuscola, per rispetto a quelli che ancora ci credono). Maria Stella ha avuto in premio un grembiulino che subito si è sporcato di sangue. Proprio come voleva il presidente d-emerito Francesco Cossiga. Pagato dai cittadini per decenni come politico, Viminale, Palazzo Madama, Palazzo Chigi, Quirinale, "ho fatto tutto, tranne il presidente della Camera" - (hai fatto anche troppo) - in verità svolgeva un secondo lavoro: insegnava. Provocazione applicata agli studenti. I proseliti, in questi giorni, hanno ascoltato in silenzio e, in Piazza Navona, hanno agito secondo i piani del maestro unico (nel suo genere).
Le verità di:

                                                          Francesco Cossiga

(23 ottobre 2008) Intervista a "Il Quotidiano" - Giorno/Resto/Nazione -  Andrea Cangini 

                            «Bisogna fermarli, anche il terrorismo partì dagli atenei»

...ritirare le forze di polizia dalle strade e dalle università, infiltrare il movimento con agenti provocatori pronti a tutto, e lasciare che per una decina di giorni i manifestanti devastino i negozi, diano fuoco alle macchine e mettano a ferro e fuoco le città». 
Dopo di che?
(Domanda il giornalista allibito)
«Dopo di che, forti del consenso popolare, il suono delle sirene delle ambulanze dovrà sovrastare quello delle auto di polizia e carabinieri».
Nel senso che...
«Nel senso che le forze dell`ordine non dovrebbero avere pietà e mandarli tutti in ospedale...


Leggi tutta l'intervista
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(24 ottobre 2008) Intervista a "Il Giornale" (proprietà Berlusconi) - Alessandro M. Caprettini 

                                    «La soluzione? Importiamo i docenti dalla Libia»

...dopo aver tentato di cavalcare la protesta -, mi decisi a inviare i carabinieri che dettero una bella smazzolata a quella gente».
E vabbè... Niente forza pubblica oggi. Ma che si fa, allora?
«Si aspetta che gli studenti, organizzati dai loro professori, saccheggino qualche negozio, o brucino qualche macchina».
E pensa di poter risolvere il problema studentesco mandando i nostri ragazzi a studiare in Libia?
«Macché! Penso invece che una soluzione potrebbe essere quella di sostituire i nostri professori con quelli libici».

Leggi tutta l'intervista
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  Senato             (29 ottobre 2008) Dichiarazione di voto a favore del decreto Gelmini.

                                        Quando ho fatto picchiare a sangue gli universitari... 

...ci mettemmo d'accordo così: prima quelli del movimento li picchiavano loro, poi ce li davano in braccio e li picchiavamo noi. Gloriosi tempi di Lama! (Vivaci e reiterate proteste dai banchi dell'opposizione). Sì, perché io sono stato il Ministro dell'interno di tre Governi di solidarietà nazionale! (Vivaci proteste dai banchi dell'opposizione).

PERDUCA (PD). Hanno ammazzato Giorgiana Masi!

PRESIDENTE. Colleghi, vi prego di consentire al presidente Cossiga di concludere il proprio intervento.

COSSIGA (UDC-SVP-Aut). Speravo di sentire il famoso grido: «Se vedi un punto nero, spara a vista: o è un carabiniere o è un fascista». Siccome nel partito obamiano ci sono molti cattolici (cattolici adulti o cattolici democratici, ma pur sempre cattolici), naturalmente veniva espunta dalla suddetta frase la parola «prete». (Ilarità dai banchi della maggioranza).

Leggi dalla pagina del Senato

Attenzione: partizione testo non trovata - Visualizzata una partizione di livello superiore

Chissà cosa si intende per livello superiore...Di fatto, oggi 30 ottobre 2008 è comparso questo avviso. La pagina è cambiata e non riporta più il testo con le dichiarazioni di Cossiga di ieri 29 ottobre. Le cose leggibili in chiaro per tutti, sono solo quelle riportate qui sopra e su Openpolis.it

Queste sono le condizioni in cui opera il Parlamento.
A chi legge, decidere se ci si trovi ancora in una nazione democratica.
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Cossiga è però, suo malgrado, ancora al servizio della democrazia.
Ci dice come lui l'ha fatta funzionare, da ministro dell'interno e da presidente della Repubblica. E coloro che gli erano attorno non potevano non sapere.
Aspettiamo che ci racconti dell'altro. Da sottolineare però che Cossiga ha sì 80 anni, ma scemo non è. Si è ben guardato dal fare le sue rivelazioni dopo 30 anni dai gravi fatti del 1977. E guarda caso, dopo 30 anni, decade il 'segreto di Stato'.
E oggi, 'gli alunni' che sono al suo posto, hanno imparato così bene da dare disposizioni per far passare, e far sostare, un camioncino bianco pieno di sbarre pronte per picchiare, in Piazza Navona - da anni zona pedonale...
Il risutato è che ora il movimento studentesco sembra essersi scisso tra fazioni di destra e sinistra. COSI' NON E'.
I provocatori faranno il loro sporco lavoro, ma nessuno crede ancora a queste stupide divisioni nel mezzo di una giusta protesta contro tagli indiscriminati, provenienti dalla 'Finanziaria', che colpiscono tutti. Dopo l'intervista a Cossiga del 23 ottobre, è stato depositato un Ddl per l'istituzione di una commissione parlamentare di inchiesta sull'omicidio di Giorgiana Masi.
Firmatari: senatrice Donatella Poretti,  senatori Marco Perduca, Felice Casson e Gianrico Carofiglio.  

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ECONOMIA
24 ottobre 2008
Alitalia, ancora ombre. E ancora tasse...
L'annuncio del governo di voler introdurre un aumento della tassa d'imbarco sui voli Alitalia da 1 a 3 euro per i passeggeri, per finanziare le indennità salariali dei lavoratori che verranno licenziati, ha fatto infuriare Giovanni Bisignani, direttore dell'Associazione internazionale del trasporto aereo (Iata) o, più correttamente, International Air Transport Association. Secondo Bisignani "non sono i passeggeri a dover pagare i costi finanziari del salvataggio di Alitalia", e ha aggiunto che il provvedimento del governo, costituisce una "grave violazione delle norme comunitarie sugli aiuti di stato. Il governo italiano deve ritirare subito l'emendamento". La tassa, già innalzata a due euro al Senato, è in vigore dal 16 ottobre, dopo l'approvazione in Commissione Trasporti e Attività produttive alla Camera. E' l'oggetto di un emendamento ai sensi del decreto-legge sul salvataggio di Alitalia, che deve essere definitivamente approvato dal Parlamento. IATA chiede l'immediato ritiro dell'emendamento ma il governo non ne vuole sentir parlare. Il ministro del lavoro Sacconi che, per inciso, in passato ha presieduto Alitalia, in un'intervista su Radio 24, la stazione radio del Sole 24 Ore, ha spiegato che "Si tratta di una tassa di solidarietà per i lavoratori dipendenti che perdono il posto di lavoro. Come tutte le tasse, non è piacevole, ma rientra nelle condizioni negoziate. Il salvataggio di Alitalia richiede la protezione del reddito per i lavoratori dipendenti". Sarebbe a dire: io sono stato uno dei manager che ha sfasciato l'azienda e ora sono ministro. Voi - tutti - pagate.
Questo non l'ha detto. Probabilmente lo reputa troppo scontato...

E qui apro una parentesi. Da notare la differente comunicativa rispetto, ad esempio, all'ex ministro Padoa Schioppa che cercava, con senso civico tutto da rispettare, di convincere gli italiani a pagare le tasse perchè "sono belle" (intervista a Lucia Annunziata).
Non che sia una novità, ma se il governo Prodi è caduto miseramente, lo si deve anche ad una certa "ingenuità" nella comunicazione.
Ad un tentativo, a mio avviso encomiabile, di responsabilizzare i cittadini, peraltro giungendo ad autogoal tipo Padoa Schioppa, o ad interviste del portavoce ufficiale Sircana che si riducevano a qualche parola stentata. Comunque, pace. Sircana è senatore e nelle peste ci restiamo noi e, se son rose...

Ritornando ai trasporti aerei, Bisignani parla di "follia collettiva" e "miopia politica" riferendosi agli investimenti per salvaguardare le banche, a discapito dei cittadini costretti ad usufruire delle compagnie aeree ed a pagare fior di quattrini per ripianare bilanci finanziari che nulla hanno a che vedere con chi vola. Scrivo compagnie perchè, mentre l'Alitalia è devastata e gli avvoltoi di CAI ci girano intorno, altri Paesi hanno presentato piani di rifinanziamento.
150 milioni di euro in tasse proposto dall' Irlanda e 132 milioni di euro proposti dal Belgio. Secondo i calcoli IATA, se questa miope politica fiscale non sarà fermata - vi ha già aderito l'olandese KLM e gli inglesi stanno pensandoci -  i passeggeri, entro il 2010, saranno tassati per 3,8 miliardi di euro all'anno, mettendo assieme solo 4 Paesi. Il capo della IATA è stato chiaro: "non vi è peggior modo per rendere la mobilità più costosa". Piuttosto che impegnarsi in azioni collettive per strangolare i contribuenti, i governi europei dovrebbero cercare di migliorare la competitività europea e affrontare i problemi reali: la creazione di un efficace piano complessivo riguardante l'intero cielo d'Europa. Un'unica compagnia Europea? Bisignani, ufficialmente, questo deve ancora dirlo. Ma ha già parlato di vantaggi. Riduzione notevole dei tempi di volo, risparmi di carburante per 5 miliardi di euro l'anno e, ciliegina sulla torta, 16 milioni di tonnellate di non - emissioni di CO2 !
Credo che, a Bisignani, bisognerebbe dare più ascolto...

Alitalia::Ancora ombre

                                                                                                      xpress.blog@gmail.com

Fonte dei dati: Le Monde - F.Bostnavaron - edizione del 24.10.08


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SCIENZA
23 ottobre 2008
l'India vola verso la Luna
Giorno memorabile per la scienza e la tecnologia dell'India (in Hindi: Bharat). Ieri 22 ottobre, è stato lanciato con successo il primo satellite indiano sulla Luna. La prima missione lunare indiana ha cominciato oggi il suo storico viaggio. L'India diventerà presto il sesto paese dopo Stati Uniti, Russia, Europa, Cina e Giappone ad avere mandato un satellite sulla Luna. Il lancio è stato perfetto, hanno dichiarato dalla base di partenza. Chandrayaan-I, questo il nome della navicella spaziale, raggiungerà il campo gravitazionale della Luna entro quindici giorni. A quel punto una sonda si staccherà dalla navicella per atterrare sulla superficie, dove verrà piantata una bandiera indiana e una serie di sonde cominceranno a raccogliere informazioni e a svolgere ricerche scientifiche. Dal Times of India, l'articolo entusiastico per il successo del lancio e i link collegati ai due video, con la partenza del Chandrayaan-I

THE TIMES OF INDIA

Link all'articolo    Link al video del lancio  Link al video control room

Link to 11 slideshow


INDIA :: Bandiera nazionale


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SOCIETA'
22 ottobre 2008
Joe l'idraulico e il lato positivo della recessione

Prima dell'avvento di "Joe, l'idraulico" fiammeggiante celebrità della campagna presidenziale degli Stati Uniti - altra mazzata a McCain - l'espediente era già stato sfruttato. Un "idraulico polacco", fu stella del referendum francese del 2005, in occasione della Costituzione dell'Unione europea (UE).

L'idraulico Jozef (che l'inventivo e superficiale ufficio stampa di McCain tradusse in Joe) era un mitico lavoratore polacco che, agli occhi dei francesi, stava per approfittare dell'integrazione europea per passare in Francia e rubare posti di lavoro. La maggioranza del 55% dei francesi si prese cura che questo non accaddesse. 

Gli effetti di Joe Wurzelbacher, Ohio, sulla campagna elettorale di McCain negli Stati Uniti, sono stati devastanti. E ora lo sfidante repubblicano di Obama, ha imparato a proprie spese, che è molto controproducente presentare idraulici, come simbolo dei sogni e del malessere della classe media americana per arrivare alla Casa Bianca.
Ora, saranno i dipartimenti di sociologia alla Sorbona o di Stanford che affronteranno il tema dell' idraulico franco-americano. Nel frattempo, è giunto il momento che ognuno cominci a guardare l'idraulico che si porta dentro.

Un grido nemmeno tanto soffocato dal profondo della mia psiche mi dice che ora fare soldi con pezzi di carta è finalmente passato di moda, mentre fare le cose e lavorare onestamente, magari come idraulico, è ritornata ad essere la dignitosa normalità. Questa invasione di idraulici deve comunque far riflettere su un movimento di idee ora rivedute, ma niente affatto rassicuranti.

Così ho deciso di vedere il lato positivo della recessione.

Per esempio, si potrebbe essere in grado di godere una vacanza a New York, senza ostentare ciò che non si ha. Anche la febbre del BlackBerry , un altro ostacolo per godersi la sera, dovrebbe ridursi. Evitando consigli su come utilizzare il doppio sacchetto del tè, o come aumentare la produzione dei polli in camera da letto.

Forse potrebbe perfino ritornare anche la cortesia, ri-scoprendo la nostra comune umanità, standosene in fila per comprare da mangiare. E nessuno si sentirà autorizzato ad occupare tre posti sull'autobus. Il furore di un nuovo look per la casa diventerebbe ospitare i senza tetto, e con loro ri-leggere i giornali. Non ci saranno più compagnie aeree in crisi e, forzatamente, meno frequenti saranno gli sguardi altezzosi dei passeggeri dalla prima classe.

E' giunto il momento di accettare gli incubi (la scomparsa di piani pensionistici) come un primo argomento di conversazione. All'incirca, come quando crollò il comunismo, e centinaia di milioni di persone abbracciarono la libertà, ma deplorarono la morte di un appassionante dibattito.

L'ingegnosità ama le avversità. Sentire più risate, più musica, e conversazioni - meno quelle di Sarah Palin. Peggy Noonan, nel Wall Street Journal ha già detto tutto quello che c'è da dire sulla Palin: "Non credo che ad alta voce dica le cose che pensi. Lei dice solo...cose". Il modo americano per parlare molto e non dire niente.

Mentre, in Russia, si fanno scherzi e si raccontano barzellette sulle differenze tra la Costituzione degli Stati Uniti e l'Unione Sovietica. Il tutto imperniato sull' autoconvincersi di una inesistente garanzia di libertà di espressione, consolandosi per le limitazioni imposte negli USA dopo l'11 settembre.

A Jy Murphy, un attore conosciuto per spettacoli off a Broadway - ex minatore, è stato chiesto se pensava che la depressione avesse dei benefici potenziali. Risposta : "La gente può smettere di preoccuparsi della borsa e dedicare più tempo a morire di fame con la sua famiglia. E' anche probabile che possa abbassare l'indice nazionale di obesità. Più persone utilizzeranno il trasporto di massa, come i treni merci. E quando la depressione sarà finita, saremo pronti per vincere un'altra guerra mondiale ".    

Morale conclusiva: questo periodo - lungo - avrà molto da insegnarci.          

valter carraro gasparin

 

Joe l'idraulico
                                    Joe "l'idraulico"                                    

                         


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SOCIETA'
20 ottobre 2008
I Nobel firmano per Roberto Saviano

Nonostante Maroni ci dica che la criminalità organizzata bisogna combatterla in silenzio, dichiarazione allarmante, se non omertosa, da parte di un ministro del governo, che deve aver preso troppo alla lettera il cognome del suo capo: Boss...i, su Roberto Saviano non deve scendere il silenzio, non deve calare la cappa di omertà che da sempre fa il gioco delle tre mafie.
Come ha raccontato Saviano, nel suo bestseller Gomorra, tradotto in 43 paesi, 1 milione e 200mila copie in Italia, che rappresenterà il Belpaese nella sua trasposizione cinematografica omonima sotto la regia di Matteo Garrone ai prossimi premi Oscar, ci sono differenze evidenti tra Cosa Nostra, 'Ndrangheta e Camorra. Tre tipi di mafia, tre forme di assassinio. Storicamente, la mafia siciliana è stata considerata quella più potente, capace di azioni eclatanti, come l'assassinio di numerosi magistrati. La strage compiuta contro il giudice Falcone e la sua scorta ne è l'esempio più drammaticamente vivido. La mafia siciliana si basa su un sistema di rispetto tra "famiglie". Ma, credo che ora, meglio tardi che mai, sia tempo di chiamarle col loro vero nome: gruppi criminali.
O altrimenti, le vere famiglie, quelle che si alzano la mattina per andare a lavorare, stringendo i denti fino al magro stipendio, avrebbero tutte le ragioni per scendere in piazza per manifestare il loro sdegno. Di fatto, nel 2006, il numero di omicidi per mano di Cosa Nostra, nella sua storia - Stati Uniti esclusi - è stimato in "appena" 700 morti. Numeri da primato del crimine, se rapportati a quelli della 'Ndrangheta calabrese. 
Negli ultimi dieci anni, però, nessuna mafia ha ucciso tanto come la Camorra campana: circa 4.000 persone. Pìù degli omicidi commessi dall'Eta in spagna, dalla mafia russa e dall'Ira in Irlanda. Robero Saviano, documentando tutto questo per spirito civile e amore della trasparenza, sta ora rischiando la vita, minacciato dal clan camorristico dei Casalesi. E con lui, credo doveroso ricordarlo, è minacciata anche la scorta assegnatagli. Sei premi Nobel hanno già firmato e lanciato un appello a garanzia della “libertà nella sicurezza” di Roberto Saviano. 

L'appello dei premi Nobel - "Lottiamo per Saviano”

Roberto Saviano è minacciato di morte dalla camorra, per aver denunciato le sue azioni criminali in un libro - Gomorra - tradotto e letto in tutto il mondo.

È minacciata la sua libertà, la sua autonomia di scrittore, la possibilità di incontrare la sua famiglia, di avere una vita sociale, di prendere parte alla vita pubblica, di muoversi nel suo Paese.

Un giovane scrittore, colpevole di aver indagato il crimine organizzato svelando le sue tecniche e la sua struttura, è costretto a una vita clandestina, nascosta, mentre i capi della camorra dal carcere continuano a inviare messaggi di morte, intimandogli di non scrivere sul suo giornale, Repubblica, e di tacere.

Lo Stato deve fare ogni sforzo per proteggerlo e per sconfiggere la camorra. Ma il caso Saviano non è soltanto un problema di polizia. È un problema di democrazia. La libertà nella sicurezza di Saviano riguarda noi tutti, come cittadini.

Con questa firma vogliamo farcene carico, impegnando noi stessi mentre chiamiamo lo Stato alla sua responsabilità, perché è intollerabile che tutto questo possa accadere in Europa e nel 2008.

DARIO FO
MIKHAIL GORBACIOV
GUNTHER GRASS
RITA LEVI MONTALCINI
ORHAN PAMUK
DESMOND TUTU


   Le adesioni all'appello possono essere sottoscritte online direttamente sul sito di

                                                             Repubblica

   Gomorra alla sbarra Fonte Roberto Saviano - La Repubblica

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