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blog di Valter Carraro Gasparin
POLITICA
16 marzo 2011
WIKILEAKS ACCUSA: TOKYO SAPEVA DEL PERICOLO NUCLEARE

The Telegraph  ha reso noto in un articolo, che alcuni cablo diplomatici provenienti dagli US e in possesso di WikiLeaks, accusano funzionari giapponesi di essere stati avvisati sul rischio nucleare più di due anni fa. Precisamente nel dicembre 2008. L’avvertimento sarebbe giunto dalla stessa Aiea (l’Agenzia Internazionale per l’Energia Atomica) nel corso di un G8 in cui intervenne anche il NSSG (Nuclear Safety and Security Group) che, tramite un suo funzionario, espresse forti dubbi sui criteri di costruzione adottati per  le centrali nucleari che tra l’altro, al momento dell’incontro, sarebbero già state fuori norma e non in grado di sopportare un sisma superiore a 7.0 gradi della scala Ritcher mentre altri e più elevati, avrebbero dovuto essere gli standard, considerato il forte rischio sismico del territorio.

An official from the International Atomic Energy Agency (IAEA) said in December 2008 that safety rules were out of date and strong earthquakes would pose a "serious problem" for nuclear power stations.

“Seri problemi” interessavano dunque la sicurezza degli impianti, tanto che il Documento afferma: «Il Funzionario dell'AIEA ha spiegato che le linee Guida per la Sicurezza sismica e i collaudi statici erano stati rivisti tre volte negli ultimi 35 anni ed ora la stessa AIEA voleva procedere ad un riesame».

The document states: "He [the IAEA official] explained that safety guides for seismic safety have only been revised three times in the last 35 years and that the IAEA is now re-examining them.

In altri cablo si fa poi riferimento ad una opposizione del governo ad un’ordinanza del tribunale locale di Kanazawa che imponeva la chiusura della centrale nucleare di Shika - gestita dalla Hokuriku Electric Power Company (Rikuden) - considerata a rischio in caso di terremoto. L’impianto era stato progettato per resistere a un sisma di 6.5 gradi sulla scala Richter. Invece, la stessa commissione terremoti del governo, aveva stabilito che l’area interessata dall’impianto aveva il 2% di probabilità di essere colpita da un terremoto di 7.6 gradi o anche più, data la vicinanza con la faglia di Ochigata. Tuttavia la centrale non fu chiusa e le obiezioni avanzate non furono condivise dall’Agenzia per la Sicurezza Nucleare del Paese. Si era nel marzo del 2006. E successivamente, nel 2009, il governo archiviò la precedente sentenza e ogni documento.

However, a cable from March 2006 reported that the court's concerns were not shared by the country's nuclear safety agency.The Government successfully overturned the ruling in 2009.

In un altro cablo, citando un giornale delle Nazioni Unite, si legge: «C’è qualcosa di precario nel modo con cui tutte le società di energia elettrica gesticono gli impianti.  Abbiamo visto troppi casi dove la riduzione dei costi, spacciata come efficienza, ha compromesso la sicurezza».

The cable, quoting a local newspaper, reports: "There is something precarious about the way all electric power companies are falling in step with each other under the banner of the national policy. We have seen too many cases of cost reduction competition through heightened efficiency jeopardizing safety."

A monte di queste rivelazioni si pone il problema se non vi siano stati rapporti “troppo stretti” tra grandi compagnie elettriche e politici del governo. E questo sarebbe confermato dalla denuncia del membro della Camera Bassa del Giappone Taro Kono (di indirizzo politico democratico – liberale) secondo cui «le compagnie elettriche sono colpevoli di nascondere i costi e i problemi di sicurezza legati al nucleare». Sempre secondo il deputato, alcuni incidenti risalenti all'ottobre 2008, sarebbero stati "coperti". E non solo. Il Governo, deliberatamente, ignorava, per quanto possibile, forme di energie alternative come l'energia eolica (di cui il Giappone potrebbe essere grande produttore, essendo un arcipelago dove soffiano forti venti provenienti dall'Oceano Pacifico (mia nota di integrazione).

The cables also disclose how Taro Kono, a high-profile member of Japan's lower house, told US diplomats in October 2008 that the government was "covering up" nuclear accidents. He alleged that the government was ignoring alternative forms of energy, such as wind power.

Kono ha accusato il ministero dell’Economia, del Commercio e dell’Industria (METI) di avere la tendenza a «occultare» gli incidenti, esprimendo anche "perplessità" sullo stoccaggio delle scorie.

The cable states: "He also accused METI [the Ministry of Economy, Trade, and Industry] of covering up nuclear accidents, and obscuring the true costs and problems associated with the nuclear industry." He added that the Japan's "extensive seismic" activity raised safety concerns about storing nuclear material.

L'attuale premier Naoto Kan, avendo comunque notevoli problemi dati dalla situazione attuale, ha tenuto a precisare che egli non ha che vedere con i fatti ora rivelati. Infatti diventò ministro della Scienza e della Tecnologia nel 2009 e, successivamente, primo ministro nel 2010.

Traduzione di Valter Carraro

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Wikileaks: i documenti passati a The Telegraph 

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POLITICA
12 febbraio 2011
WikiLeaks vs OpenLeaks. Esce il libro ‘Inside Wikileaks’. Pronta la querela.

Uno dei fondatori di OpenLeaks, egli stesso ex membro di Wikileaks, dovrà affrontare accuse per aver sabotato il sito di Assange e rubato migliaia di documenti.

 
 

Il tizio in questione è Daniel Domscheit-Berg che, guarda caso, giovedì scorso ha lanciato un libro su WikiLeaks dall’indicativo titolo: "Inside WikiLeaks". Nel libro Julian Assange passa dall’essere "fantasioso, pieno di energia e brillante" a "paranoico, affamato di potere e megalomane" . Assange, si legge, ha anche "un rapporto fin troppo facile e gratuito con la verità". Inoltre, stando a Domscheit-Berg, Wikileaks ha perso anche il software e le relative chiavi di accesso che permettono agli utenti di inviare documenti in forma anonima.

 
 

Anche se Domscheit-Berg continua a negare, Mercoledì Wikileaks ha annunciato che Domscheit-Berg ha danneggiato e rubato materiale e che saranno intraprese azioni legali contro colui che, la CNN on line da Berlino, definisce nel titolo di un articolo, ‘un disertore’.

 
 

Testo originale:Domscheit-Berg "damaged" WikiLeaks infrastructure and "stole material," WikiLeaks said Wednesday, and the website said it is taking legal action against him- though Domscheit-Berg denied that.

 
 
 
 
 

Domscheit-Berg, che si fregia di essere stato un componente chiave nelle ‘infrastrutture’ del sito più famoso del mondo, era un volontario di Wikileaks, che lasciò per diventare un co-fondatore del rivale OpenLeaks, il nuovo sito registrato in Svezia, dopo che cominciarono le disavventure di Julian Assange. Wikileaks minimizza il ruolo del ‘disertore’ nell'organizzazione, dicendo che le sue funzioni furono di portavoce del sito  nella sola Germania e in tempi diversi. E nega che sia mai stato un programmatore informatico, esperto di sicurezza, architetto, editore, fondatore e/o regista di Wikileaks. I ruoli di Domscheit-Berg all'interno di Wikileaks erano limitati ed hanno iniziato a diminuire quasi un anno fa, come la sua integrità e stabilità quando cominciarono le inchieste sul sito.

 
 

Il tedesco ha respinto ogni accusa in una conferenza stampa giovedì, definendosi l'unica persona intensamente coinvolta in questa organizzazione per così tanto tempo. Tuttavia, nel suo libro, sostiene che Assange non era anti-americano ma volle misurarsi con la più grande potenza sulla terra, anche se poi finì con l’assumere alcuni caratteristiche tipiche delle istituzioni che stava cercando di abbattere ed è molto dispiaciuto per come sono andate le cose tra lui e Julian. “Insieme abbiamo fatto grandi cose”, dice.

 
 

Evidentemente per Domscheit-Berg, con questo Assange dovrebbe ritenersi ripagato a mo’ di una specie di consolazione, non tenendo conto che il fondatore di Wikileaks sta correndo seri rischi, dato che si trova in attesa del verdetto del 24 febbraio dal tribunale di Londra, che dovrà decidere se concedere la sua estradizione in Svezia.

 
 

Nei fatti l’ex collaboratore ammette di aver preso circa 3.000-3.500 documenti quando lasciò Wikileaks “sarebbe stato irresponsabile lasciare un tesoretto nelle mani di Assange” confessa  tranquillamente -senza precisarne né il contenuto né l’origine. Un tesoretto che comunque rappresenta una percentuale relativamente piccola rispetto ai dati ancora in possesso di Wikileaks. Nel frattempo, come ebbe a dire Assange, i giornalisti lavorano e scrivono su dei materiali che senza di lui non sarebbero mai apparsi.

 
 

Der Spiegel ha scritto un libro e come il The Guardian ammette di aver avuto accordi con Assange sulla pubblicazione di documenti trapelati, mentre Il New York Times offre un e-book chiamato ‘Open Secrets’ che si autodefinisce la ‘cronaca definitiva’ del rilascio dei documenti e la polemica che ne seguì e Greg Mitchell, che scrive un blog per The Nation, ha pubblicato The Age of Wikileaks: Cablegate Collateral (e oltre): crescita e impatto di Wikileaks.

 
 

E pensare che qualcuno ha osato dire che Assange ha speculato vendendo la sua autobiografia…

 

                    

POLITICA
26 dicembre 2010
http://wikileaks.info/
Assange sta scrivendo la sua autobiografia per raccogliere soldi. Pur avendo buoni protettori, per tutte le spese legali e forse per risparmiare qualcosa in attesa di tempi non proprio solari,  avrà pensato che è meglio mettere da parte qualche soldarello. Si parla di 1.200.000 euro. Francamente mi sembrano pochi per una persona che ha contro la quasi totalità del mondo. E tutto per aver scoperchiato un po' di pentole. La verità fa decisamente male in questo mondaccio boia dove il profitto spadroneggia. Vedi Marchionne e Confindustria che in Fiat Chrysler fanno il bello e cattivo tempo, in prospettiva di accumulare automobili, anzi SUV, per mercati già saturi. E' un po' come accumulare aratri per lavorare un solo campo...L'accumulazione del capitale, vecchia storia risaputa, per avidità di potere sempre applicata, (al contrario della Costituzione in Italia) storpia uno sviluppo realmente sostenibile per tempi futuri e non lascia ottimistiche speranze a nessuno. Neanche ai pochi individui che potranno contare su gran parte delle ricchezze mondiali. Andando avanti di questo passo nemmeno la crioconservazione o qualche progetto spaziale potrà assicurare all'umanità un futuro degno di questo nome. La politica, quella fatta bene, per il bene comune, per il sociale e la collettività, forse, potrebbe metterci una pezza. Ma dovrebbero cambiare al più presto un  bel po' di teste...Beato chi ci crede.

Resta il fatto che Julian Assange è sicuramente geniale e la storia, non solo dell'informatica, si ricorderà di un prima e di un dopo Wikileaks. Inoltre la sua passione sembra alimentarlo nell'incessante opera di spostare Wikileaks da nazioni e indirizzi diversi. Ora i mirrors sono spostati su un IP che sembra provenire dalla Russia. In verità, cercando un po', non si capisce mai da dove arrivi veramente la schermata ufficiale del volpone austrialiano.

Per farla breve all'indirizzo http://wikileaks.info/ dovrebbe corrispondere in questi giorni natalizi un'interfaccia nera su fondo blu in cui vi sono segnati due numeri IP preceduti da: wikileaks.ch da dove occhieggia Assange (New Official Wikileaks Page), a sua volta anticipato da un wikileaks.org, la vera novità grafica del sito di Assange. Qui, oltre ad esserci i ridirezionamenti sui mirrors (alcuni ci sono anche sulla schermata nera di cui già detto), vi sono in front page un po' di notiziole... top countries.

Qualche anticipazione:

una multinazionale farmaceutica trovata a spiare documenti dell'OMS riguardo i finanziamenti per l'innovazione, la ricerca lo sviluppo e il contenuto di relazioni. Precious Matsoso, direttore della sanità pubblica presso l'OMS ha detto che quei documenti non dovevano essere in possesso dell'IFPMA (Big Pharma in particolar modo);

a The Guardian documenti ancora secretati sullo smaltimento di rifiuti tossici in Costa D'Avorio;

all'ONU l'inchiesta sul primo ministro del Kenya Raila Odina per l'assassinio di due attivisti dei diritti umani:Oscar Kamau Kingara e John Paul Oulo;

in Cina i log sulla censura e il controllo dei media
e sui motori di ricerca durante le Olimpiadi di Pechino, aprile-agosto 2008;

che cosa sapeva, sulla inaffidabilità dei dati anemometrici Air France, riguardo il volo Airbus 447 precipitato nell'Atlantico il 1° luglio 2009 e 7 precedenti incidenti;

e molto altro ancora. Anche in tedesco, danese ("aggiustamenti" sugli accordi di Copenaghen 8/12/09), svedese e spagnolo (corruzione alle Turkos e Caicos al Palazzo di Giustizia, 18/08/09). Non manca l'informatica con una storia di illeciti della Texas Instruments su chiavi crittografiche.

Tutte illegalità su cui Assange non ha perso per nulla lo spirito battagliero né evidentemente l'ironia tant'è che il primo link della serie, lo dedica ai cablo degli Stati Uniti. E' una specie di raccolta tipo hits o "the best of U.S. 1966 - 2010". La nota che accuratamente fa bella mostra di sè e che farà andare fuori giri più di qualche funzionario del Dipartimento di Stato, è che Assange ha avuto cura di  intestare la pagina con...un trafiletto tratto dal Time Magazine in cui si parla della libertà di informazione per legge. In pratica un trasparente riferimento al I° Emendamento. Al Freedom of Information Act.

Ecco lo screenshot della home di wikileaks.org dove si legge:
difesa globale delle fonti e delle libertà di stampa



POLITICA
10 dicembre 2010
Openleaks. In Svezia un nuovo sito per rendere pubblici i documenti

secondo il giornale svedese Dagens Nyheter alcune figure chiave di Wikileaks, ex collaboratori di Assange, si apprestano a lanciare lunedi' prossimo un nuovo sito.

Un gruppo di ex collaboratori di Wikileaks, hanno rassegnato le dimissioni in segno di protesta contro il controverso leader Julian Assange e si apprestano a lanciare lunedi' prossimo un nuovo sito militante. 'Openleaks' sara' il suo nome. Lo rivela il giornale svedese Dagens Nyheter. Sarà pubblicato in svedese e in inglese."Il nostro obiettivo a lungo termine è quello di costruire una piattaforma forte e trasparente - sia in termini di tecnologia e di politica - a sostegno degli  informatori, incoraggiando altri a iniziare progetti analoghi ", dice un ex collega di Assange, desiderando mantenere l’anonimato.

"Come obiettivo a breve termine, si tratta di completare le infrastrutture tecniche e di garantire che l’organizzazione sia aperta democraticamente a tutti i membri, piuttosto che individuale o limitata ad un gruppo." 

Openleaks intende imporsi come intermediario neutrale "Senza un programma politico se non la diffusione delle informazioni ai media e al pubblico, senza scopo di lucro”.

http://www.dn.se


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POLITICA
10 dicembre 2010
82 siti indagati negli USA per pirateria. Ma Wikileaks non è tra loro.

Lunedì, dopo il rilascio dei cablo diplomatici USA, il procuratore generale  Eric Holder, Ministro della Giustizia, annunciava che il Dipartimento di Giustizia avrebbe dato un giro di vite a siti web di cracker e ad altri che violavano le leggi sul copyright, il falso e la contraffazione.

I trasgressori: 82 siti web sospettati di aver venduto merci contraffatte e video pirata. Fino ad oggi il sito di Assange ha avuto meno conseguenze di coloro che vendono borse false di Louis Vuitton  e DVD non autorizzati dalla Disney. E anche se funzionari del governo dicono che hamesso in pericolo la vita degli Stati Uniti e messo a repentaglio la sicurezzanazionale, Wikileaks non era tra questi.

Nonostante delle posizioni molto dure verso Wikileaks, tra queste Candice Miller, membro della Homeland Security Committee House che ha detto: "E’ ora che l'amministrazione Obama consideri WikiLeaks per quello che è - una organizzazione terroristica il cui funzionamento continuo minaccia la nostra sicurezza", il Dipartimento della Giustizia e il suo Titolare, stanno scoprendo che non è così facile far tacere Wikileaks.

E Gabriel Schoenfeld dell'Hudson Institute e autore di  “Necessary Secrets” (Segreti necessari) ha detto che non ci sono le condizioni per toccare Assange (“They’re not going to be able to threaten or touch Julian Assange). Oltre a problemi di estradizione, ha aggiunto, "c'è il primo problema inerente il Primo emendamento nell'Espionage Act". 

("Besides problems extraditing him, he added, “there’s the inherent First Amendment problems in the Espionage Act.).

Anche se i funzionari degli Stati Uniti potrebbero arrestare Assange, lui ha creato con WikiLeaks una complessa rete in grado di sopravvivere senza di lui. La sua capacità di ottenere, conservare e distribuire le informazioni attraverso una operazione altamente sofisticata, sembra essere al di fuori della portata della legge americana e internazionale.

Mercoledì, poco prima dell’arresto di Assange, fonti del Dipartimento di Giustizia, confermavano l’irritazione di alti funzionari che consideravano quella su Wikileaks “un’indagine in perdita”. Ogni studioso del Primo Emendamento sa bene che il Governo non può attaccare Wikileaks e Assange. Ciò sarebbe in conflitto con la decisione della Corte Suprema nel caso Pentagon Papers", ha affermato Kevin Bankston della Electronic Frontier Foundation. Il riferimento è alla sentenza nel 1971 della Corte suprema, che respinse l’atto dell’amministrazione Nixon di fermare il New York Times che, via stampa, fece trapelare relazioni di alto livello militare sulla guerra in Vietnam.

"Con il Primo Emendamento, la presunzione legale è fortemente a favore della libertà di parola", ha detto Bankston. "Il governo avrebbe l'onere di dimostrare danni gravi e davvero imminenti e dovrebbe fare così per ogni documento che vuole far cessare".

( “Under the First Amendment, the legal presumption is strongly in favor of free speech and against prior restraint,” Bankston said. “The government would have the burden of demonstrating serious, really imminent harm and would have to do so for each document it wants to enjoin”).

Il pensiero corre all’amministrazione Bush, che per ricercare presunte armi di distruzione di massa dovette scatenare una guerra contro Saddam Hussein. Guerra che, ironia della sorte, ha fornito a Wikileaks una grossa quantità di dati che ora si ritorcono contro l’amministrazione Obama. 

Anche se un giudice volesse convintamente chiudere il sito, l'ordine quasi certamente fallirebbe. Wikileaks ha già condiviso i cablo diplomatici con organizzazioni giornalistiche e talvolta ha anche distribuito file cifrati come "assicurazione" – file che si ritengono già duplicati da diversi sostenitori in tutto il mondo, visto che sono rimasti a disposizione sui siti mirror. Gli esperti in fughe informatiche e problemi di sicurezza su Internet hanno detto che l'amministrazione Obama deve affrontare una serie scoraggiante, forse insormontabile, di sfide giuridiche e pratiche, se vuole chiudere Wikileaks. 

Secondo gli ultimi reports, il governo sta studiando se possa perseguire WikiLeaks e il suo fondatore ai sensi della legge sullo spionaggio per la pubblicazione di documenti governativi classificati che però, ha ottenuto da intermediari.

Hina Shamsi, direttore del National Security Project, ACLU: "Sono profondamente scettico che perseguire WikiLeaks sarebbe costituzionale, o una buona idea.I giudici hanno chiarito  che il Primo Emendamento protegge terze parti indipendenti che pubblicano informazioni classificate. 

Perseguire Wikileaks non sarebbe diverso da perseguire i media che hanno pubblicato i documenti classificati.  Se i giornali fossero ritenuti penalmente responsabili per la pubblicazione di informazioni trapelate su pratiche di governo, non avremmo mai scoperto le prigioni segrete della CIA o il governo spiare gli americani innocenti. Perseguire editori di informazioni classificate, minaccia il giornalismo investigativo. Invece è necessario un dibattito pubblico che informi sulla condotta del governo, e questo è un risultato impensabile”.

"La lezione più ampia del fenomeno Wikileaks è che il Presidente Obama dovrebbe tornare agli ideali di trasparenza che ha invocato all'inizio della sua presidenza. Il pubblico americano non avrebbe dovuto dipendere dai media per sapere cosa sta facendo il governo."

(“We're deeply skeptical that prosecutingWikiLeaks would be constitutional, or a good idea. The courts have made clearthat the First Amendment protects independent third parties who publishclassified information. Prosecuting WikiLeaks would be nodifferent from prosecuting the media outlets that also published classifieddocuments. If newspapers could be held criminally liable for publishing leakedinformation about government practices, we might never have found out about theCIA's secret prisons or the government spying on innocent Americans.Prosecuting publishers of classified information threatens investigativejournalism that is necessary to an informed public debate about governmentconduct, and that is an unthinkable outcome”).

(“The broader lesson of the WikiLeaksphenomenon is that President Obama should recommit to the ideals oftransparency he invoked at the beginning of his presidency. The American publicshould not have to depend on leaks to the news media and on whistleblowers toknow what the government is up to.”)


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