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blog di Valter Carraro Gasparin
POLITICA
16 maggio 2015
Il Partito del banchetto
Elezioni vuol dire campagna elettorale e che valesse un po' di tutto lo si sapeva, però in questa Italia così problematica, un esempio non gradito di lampante e voluta confusione arriva dal candidato di Forza Italia al Comune di Venezia che non si è fatto scrupolo di usare bandiere e simboli che non gli appartengono. Come? Giudicate voi, dalla foto.


Valter Carraro Gasparin
(2015-05-16 ore 10.46.31)

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POLITICA
18 settembre 2014
VENEZIA, CITTA' SPECIALE ANCHE PER I TAGLI
Venezia, città fuori dall’ordinario, non può sostenersi solo con le sue risorse ma invece ha bisogno di un intervento costante e che sia di carattere nazionale. Questa consapevolezza si sta facendo sempre più strada e forse è la volta buona per rilanciare il dibattito che ci porti davvero ad una nuova Legge speciale per Venezia.

I dati diffusi in questi giorni dal Centro Studi Sintesi sui tagli effettuati ai danni dei Comuni negli ultimi quattro anni lo confermano in modo drammatico. Agli enti locali, come spiegato anche da un articolo del Sole 24 ore, dalle manovre di Tremonti fino al decreto Irpef di Renzi, passando per i provvedimenti di Monti, sono stati tagliati in media il 43 % dei vecchi trasferimenti statali. Ma c’è chi ha pagato di più.

Venezia è la terza città più penalizzata d’Italia. Con il 66 % dei tagli ai trasferimenti statali, dal 2010 in poi è stata letteralmente spogliata delle sue risorse, costretta a vivere con quasi due terzi di soldi in meno. Peggio è andata solo per Lodi e Brescia, che sfiorano il 70 % di tagli. Numeri che richiamano a voce alta tutto il senso della crisi che stanno attraversando gli enti locali.

Delia Murer
deputata PD





Fonti:
Delia Murer.it
Centro Studi Sintesi.com
Sole 24 Ore del 15.09.2014

Fotografia:
Valter Carraro Gasparin

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SOCIETA'
21 marzo 2014
Pm 10 da combattere. Le città si impegnino.

L'impegno dei Comuni deve essere totale.

I recenti dati sui superamenti del limite di concentrazione del Pm 10 in atmosfera (stabilito dal decreto legislativo 155/2010) non vanno sottovalutati per la nostra salute.

Va ricordato che le polveri sospese sono causate da sostanze emesse come tali o prodotte da processi chimici, che le maggiori fonti antropiche sono le attività industriali, il traffico veicolare e il riscaldamento, che la persistenza in atmosfera è condizionata dal clima e che i superamenti delle soglie giornaliere restano un'emergenza per l'Italia, perciò condannata dalla Corte di Giustizia UE. Va altresì detto che per le polveri ancora più sottili (Pm 2,5) la legge prevede un limite di Concentrazione media annua di 25 µg/m3 da raggiungere entro l'1.1.2015. Nell'area veneziana, i dati Arpav mostrano un trend in miglioramento, ma ancora preoccupante.

Le misure di contrasto attuate dal Comune, dal controllo delle caldaie al divieto di circolazione per le auto no kat, dalle limitazioni alla circolazione per i veicoli al controllo delle emissioni degli stessi, dall’ampliamento delle aree pedonali alle zone a 30 km/h, dal tram al Bosco di Mestre, fino alla chiusura dell'inceneritore, vanno nella direzione giusta, ma l’obiettivo è ancora lontano, specie considerando che le nuove direttive europee stabiliranno dei limiti ancor più stringenti.

Vanno allora rafforzate le azioni, in particolare per il contrasto degli effetti del traffico: aereo, navale e veicolare. Poiché le rilevazioni nell’area aeroportuale non hanno evidenziato una specifica dinamica (i dati sono un po’ inferiori a quelli di parco Bissuola e via Tagliamento) e la materia grandi navi rientra nella competenza politica ma non in quella giuridica del Comune, è soprattutto sul traffico veicolare che si può agire.

L’indagine epidemiologica dell’Università di Padova, sollecitata dal Cocit, per accertare la presenza di un’associazione fra lo stato di salute dei residenti nell’area e l'inquinamento dell'aria legato al traffico della tangenziale di Mestre che è stata, fino all'entrata in funzione del Passante autostradale nel 2009, la principale via di collegamento tra il Nordest e il resto d'Italia, ha infatti portato a risultati da non trascurare: utilizzando più parametri integrati di malattia, si evince che le patologie riscontrate riguardano gli apparati respiratorio e cardiovascolare e che gli eccessi di incidenza riscontrati per le patologie croniche specifiche del sistema cardiocircolatorio sono riconducibili a inquinamento da traffico. Per comprendere la realtà odierna, vanno confrontati i dati di traffico pre e post Passante, da cui si rileva che, a fronte di un aumento del traffico al casello di Padova est dell'8% dal 2008 al 2013, i transiti al casello di Mestre Ovest calano del 31%.

Anche gli impatti sull'aria del Passante sono stati monitorati dall'Arpav durante i lavori e dopo: le 16 campagne di monitoraggio in sei siti limitrofi al Passante, nei Comuni di Mirano, Spinea, Martellago, Scorzè, Mogliano Veneto e Quarto D'Altino, hanno evidenziato valori omogenei a quelli di Mestre. Questa breve analisi fa emergere che le città (e le attività antropiche vi si svolgono) sono causa e punto di ricaduta dell’inquinamento atmosferico, per cui è su di esse che vanno focalizzate le politiche di risanamento dell'atmosfera, mai sottovalutando l'impatto del Pm 10, un nemico invisibile ma letale.

Pierantonio Belcaro

Consigliere comunale di Venezia

gruppo Partito democratico


da La Nuova Venezia del 19.03.2014 pag. 41

POLITICA
27 febbraio 2014
Patto di Stabilità e Venezia: lettera al Presidente Renzi dal Segretario PD Provincia di Venezia, Marco Stradiotto
Caro Presidente,

come certamente saprai il Comune di Venezia è chiamato, in queste ore, ad affrontare una vera e propria emergenza occupazionale e istituzionale. Il mancato rispetto del Patto di Stabilità, e tu che sei Sindaco sai bene cosa significhi, è determinato dal fatto che l’Amministrazione Comunale non è riuscita a migliorare i saldi, rispetto al triennio precedente, per dei fattori che non dipendono dalle scelte degli amministratori ma che sono da considerarsi “esogeni”.

A partire dal 2012, infatti, il Comune di Venezia non è più beneficiario di quei finanziamenti speciali che, negli anni passati, erano garantiti dalla Legge Speciale per Venezia. A tal proposito è evidente come, per equità e non per chiedere trattamenti privilegiati, sia indispensabile rivedere, per il caso specifico di Venezia, il meccanismo di calcolo del Patto di Stabilità, depurandolo dai finanziamenti speciali: se così non fosse Venezia verrebbe penalizzata più di tutti gli altri Comuni Italiani.

Non chiediamo il ripristino di un Finanziamento Speciale, che sappiamo oggi, non potrebbe essere attuato, ma la possibilità di non conteggiare, ai fini della determinazione del Patto di Stabilità, quelle risorse eccezionali ricevute negli anni scorsi. Se non fosse assunta questa decisione in sede parlamentare i mancati trasferimenti della Legge Speciale, di fatto, diverrebbero un doppio taglio, a causa del Patto di Stabilità: un taglio di trasferimenti più un taglio a causa delle sanzioni.

Personalmente, nel 2012, nel corso dell’approvazione della Legge di Stabilita per il 2013, in Senato, ho contribuito a far comprendere come l’applicazione in modo standardizzato di un parametro falsato dall’eccezionalità di un trasferimento straordinario, avrebbe comportato forzatamente la rottura del Patto di Stabilità. E in quel caso fu approvato un emendamento che riconosceva questa particolarità e che prevedeva per Venezia delle sanzioni alleggerite. 

Pochi giorni addietro, purtroppo, il Presidente del Senato Pietro Grasso non ha ammesso al voto l’emendamento già approvato dalle Commissioni, che avrebbe risolto il problema, per vizi di natura procedimentale e per una sua personale valutazione rispetto a un aspetto di presunta “Iniquità”. 

Sono certo che tu, da Sindaco prima ancora che da Presidente del Consiglio dei Ministri, possa capire quale condizione oggi è costretto a vivere, a causa di questa scelta, il Comune di Venezia e come quello che dovrebbe essere uno dei protagonisti del nostro Sistema Paese rischi di non essere più in grado neppure di erogare i servizi essenziali, figuriamoci di rappresentare, grazie alla forza del proprio brand internazionale, un innesco per lo sviluppo di tutto il Paese. 

Non chiediamo favori particolari ma il riconoscimento che con il meccanismo del Patto di Stabilità interno vigente, considerate le specificità di Venezia e il fatto che gli sono stati tagliati i fondi della Legge Speciale, nessun Sindaco e nessuna Amministrazione, nelle stesse condizioni, avrebbe potuto centrare gli obiettivi di Patto.

Tutti i parlamentari veneziani sono mobilitati, anche in modo trasversale, per questa battaglia di equità che mi permetto di chiederti di fare tua, anche prevedendo un Decreto Legge specifico.

Certo di un tuo interessamento, colgo l’occasione per augurarti buon lavoro,

Marco Stradiotto

Segretario PD Provincia di Venezia

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Questa lettera, del già Sottosegretario allo Sviluppo economico del secondo governo Prodi ed attuale Segretario Pd per la Provincia di Venezia, fa seguito al comunicato stampa - pubblicato anche in questo blog - vedi post del 23.02 - in cui, con fermezza ed autorevolezza dovutagli dai precedenti incarichi ai più alti livelli istituzionali, Marco Stradiotto commenta con dubbiosa perplessità la conoscenza del Patto di Stabilità da parte del Presidente del Senato Pietro Grasso. 
 
La  Legge Speciale per Venezia, Legge n.171 del 16.04.1973, nella premessa dichiara che "La salvaguardia di Venezia e della sua laguna è dichiarata problema di preminente interesse nazionale. La Repubblica garantisce la salvaguardia dell'ambiente paesistico, storico, archeologico ed artistico della città di Venezia e della sua laguna, ne tutela l'equilibrio idraulico, ne preserva l'ambiente dall'inquinamento atmosferico e delle acque e ne assicura la vitalità socioeconomica nel quadro dello sviluppo generale e dell'assetto territoriale della Regione. Al perseguimento delle predette finalità concorrono, ciascuno nell'ambito delle proprie competenze, lo Stato, la Regione e gli Enti locali".

E' per questo che, a mio avviso, l'intervento di Stradiotto ha tutte le ragioni d'essere per motivare la richiesta di un nuovo Decreto Legge specifico per Venezia, la cui unicità è mondialmente riconosciuta per il valore ambientale e paesaggistico della sua laguna, per l'incomparabile bellezza della città antica, per le attività portuali ed industriali che la terraferma ospita e propone sia a tutta la nazione, sia internazionalmente. L'intero Comune di Venezia-Mestre necessita quindi di nuovi strumenti legislativi, snelli ed agevoli da applicare direttamente dalla sua amministrazione comunale. Per una gestione coordinata dello sviluppo urbano sostenibile tra la città d'acqua e la sua terraferma, una nuova Legge Speciale, non può più essere rinviabile. Ed è in questo momento in cui gli appropriati cambiamenti dovranno essere profondi ed incisivi per sconfiggere definitivamente la crisi che, credo, sia doverosa una riflessione che affronti il pensare all'opportunità di uno Statuto Speciale per Venezia.

Valter Carraro Gasparin 
POLITICA
23 febbraio 2014
Il Presidente del Senato Pietro Grasso non conosce come funziona il Patto di stabilità
"Patto di stabilità e Comune di Venezia: Non chiediamo favori ma equità"

È duro il commento del segretario provinciale del PD Veneziano, Marco Stradiotto alla notizia che il cosiddetto “Decreto Salva Venezia” è stato considerato "estraneo per materia e iniquo" dal Presidente del Senato, Pietro Grasso, e quindi non sottoposto al voto dell’Aula nonostante il via libera ottenuto in commissione.

"L'impressione é leggendo questa dichiarazione e che il presidente del senato non conosca come funzioni il meccanismo del patto di stabilità e nello specifico non conosca il fatto che proprio per garantire equità al pari degli altri comuni italiani che Venezia ha la necessità di avere un meccanismo di patto di stabilità che depuri i vecchi finanziamenti della legge speciale.
Prima di esprimere giudizi negativi sull'opportunità o sull'equità dell'emendamento salva Venezia è necessario prima comprendere quali siano le problematicità determinate da un Patto di stabilità che, per come è stato pensato, guarda indietro e non riesce a cogliere la specialità di Venezia. Venezia non ha la necessità di beneficiare di trattamenti di favore ma ha la necessità che gli venga riconosciuto che nel 2013 neanche un marziano avrebbe potuto centrare il Patto di stabilità per effetto delle norme nazionali che hanno tagliato i finanziamenti della legge speciale a partire dal 2012.

Lo scorso anno il parlamento ebbe la saggezza di riconoscere questa problematica e fu approvato un emendamento, a mia prima firma, che riconosceva questa specialità e che dava a Venezia la possibilità di alleviare le sanzioni del patto proprio perché si riconosceva che lo sforamento non dipendeva dalle scelte dell'amministrazione ma da fattori esogeni. Risulta che provvedimenti simili siano stati adottati per i comuni di Roma e di Torino, dispiace che in questa occasione non si sia ritenuto corretto adottare lo stesso metodo.

Il PD provinciale non accetta la "bocciatura" di questa norma in quanto ritiene che l'inammissibilità non sia supportata da una conoscenza approfondita del problema. Se non sarà possibile recuperare l'emendamento sarà necessario un intervento normativo ad hoc da parte del nuovo Governo. Invitiamo il Presidente Matteo Renzi, che come sindaco conosce i paradossi determinati dal Patto di stabilità, ad adottare, appena le procedure lo permetteranno, un decreto legge che metta chiarezza e razionalità al meccanismo di Patto di stabilità che nel caso del comune di Venezia lo penalizza molto più degli altri comuni italiani".

Comunicato stampa del segretario provinciale Pd Venezia Marco Stradiotto
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