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blog di Valter Carraro Gasparin
TECNOLOGIE
23 novembre 2009
CAMBIO OBBLIGATORIO DI LAMPADE. LE FLUORESCENTI: UN PRIMO PASSO VERSO L'EFFICIENZA.
Srettamente correlato all'Habitat 'domestico', questo è l'articolo pubblicato da Casa Clima sul suo Magazine il mese scorso. Casa Clima - o Klima Haus, è la maggiore e più intransigente - nel senso ambientalistico - agenzia italiana, (di Bolzano) - nell'ambito dei progetti e delle costruzioni a bassa dispersione di energia.
La Passiv Hause.


Questa è la 'recensione' sulle lampada fluorescenti che dovranno sostituire le lampade ad incandescenza.

Da settembre è in vigore il divieto di commercializzazione della lampadina ad incandescenza da 100 Watt.
Il divieto riguarda le nuove forniture, mentre la lampadine giacenti nei magazzini possono essere ancora vendute. Nei prossimi anni l'Unione Europea amplierà questo divieto alla lampadina da 75 W - dal 1° settembre 2010 - le 60 W dal 2011 e le 40 e 25 Watt dal 1° settembre 2012. Le lampade a risparmio energetico che dovrebbero sostituirle generano ancora critiche e perplessità nei 'tecnici ambientalisti' che reputano i nuovi obblighi EU un esempio di eccellenza sì, ma solo per quanto riguarda il lobbismo alla luce, è il caso di dirlo, di numerose e discusse problematiche relative alla fluorescenti che generano un campo elettrico alternato con una pulsazione di bassa frequenza a 100 Hz - come i telefoni cordless a standard DECT.

Il professore Ottmar Edenhofer del Potsdam Institute for Climate Impact Research dice che "il divieto delle lampadine ad incandescenza è solo azionismo". Il ragionamento del professore contempla però, molto più del semplice cambio di lampadine. E' vero che una lampada ad incandescenza trasforma in luce solo il 5% dell'energia fornitagli, contro il 25% di luce fornita dalle lampade a fluorescenza. Il restante, in entrambi i casi, se ne va' in calore, con un'incidenza sui consumi energetici di casa variabile tra l'1 e il 4%.

Ma se il risparmio energetico e la tutela del clima fossero l'obiettivo principale servirebbe di più puntare alle potenzialità di risparmio energetico nel riscaldamento e nel raffrescamento della casa, che rappresentano dal 60% all'80% dei consumi complessivi. Ecco perchè il protocollo di CasaClima (KlimaHaus) è visto con entusiasmo dal Commissario Europeo per l'Energia, come esempio positivo per l'Europa.

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In ogni caso il presente - e il futuro prossimo - sono le lampade a fluorescenza, più conosciute come 'a basso consumo' , anche se più esatto sarebbe dire 'a maggior rendimento'. Saranno queste ad entrare nelle nostre case, nonostante qualche problematica ambientale, in attesa dello sviluppo delle nuove tecnologie LED che ad oggi non sono ancora in grado di essere commercializzate, visti i costi ancora proibitivi.

N.B. L'articolo non lo dice ma, dal 2016, per volere dell'Unione Europea, dovranno essere messe fuori dal commercio anche la lampade alogene.


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SCIENZA
23 ottobre 2008
l'India vola verso la Luna
Giorno memorabile per la scienza e la tecnologia dell'India (in Hindi: Bharat). Ieri 22 ottobre, è stato lanciato con successo il primo satellite indiano sulla Luna. La prima missione lunare indiana ha cominciato oggi il suo storico viaggio. L'India diventerà presto il sesto paese dopo Stati Uniti, Russia, Europa, Cina e Giappone ad avere mandato un satellite sulla Luna. Il lancio è stato perfetto, hanno dichiarato dalla base di partenza. Chandrayaan-I, questo il nome della navicella spaziale, raggiungerà il campo gravitazionale della Luna entro quindici giorni. A quel punto una sonda si staccherà dalla navicella per atterrare sulla superficie, dove verrà piantata una bandiera indiana e una serie di sonde cominceranno a raccogliere informazioni e a svolgere ricerche scientifiche. Dal Times of India, l'articolo entusiastico per il successo del lancio e i link collegati ai due video, con la partenza del Chandrayaan-I

THE TIMES OF INDIA

Link all'articolo    Link al video del lancio  Link al video control room

Link to 11 slideshow


INDIA :: Bandiera nazionale


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14 settembre 2008
CERN-Hacker, rete violata e livelli di sicurezza

Riferito dal Times e dal Daily Telegraph e subito ripreso da diversi quotidiani italiani, l'attacco hacker portato alla rete del CERN mercoledì scorso al sito di uno dei quattro esperimenti dell'acceleratore Large Hadron Collider (Lhc). Proprio quando la macchina è stata accesa è stata lasciata una pagina titolata: «The Greek Security Team» sul sito dell'esperimento Cms  (www.cmsmon.cern.ch) attualmente non disponibile.
In perfetto stile hacker si dichiarava che non vi era nessuna intenzione di causare danni ma solamente dimostrare che la rete informatica del laboratorio di Ginevra non è inaccessibile.


Il Comunicato
Un comunicato informa circa la presenza di un «errore di configurazione del computer identificato a distanza di poche ore e subito corretto».«E' stato poi controllato il contenuto del server e poiché questo non contiene dati di pubblica utilità, l'accesso è stato limitato all'interno del Cern»
Il Centro europeo per la ricerca nucleare afferma inoltre di «adottare misure adeguate per la sicurezza di computer e rete», i cui dettagli non possono essere resi pubblici, e che «le operazioni dell'esperimento Cms non sono state in alcun modo compromesse».

L'attacco degli hacker a un server esterno del grande acceleratore del Cern di Ginevra non ha fatto danni e, di per sè, non è stato nulla di speciale. Ma ha sollevato il problema della sicurezza informatica di quel vero e proprio colosso che è il Large Hadron Collider (Lhc).
La sicurezza dei dati dell'Lhc è ben più difficile da insidiare ed è organizzata su tre livelli. «Come tutti i centri di calcolo, il Cern ha una rete interna ben protetta e poi un sistema di web server che mettono a disposizione le informazioni», spiega il direttore del Centro nazionale per la ricerca e sviluppo nelle tecnologie informatiche e telematiche (Cnaf) dell'Istituto nazionale di fisica nucleare (Infn), Mirco Mazzuccato.

Il livello di protezione sale ulteriormente nell'enorme rete di calcolo che analizzerà i dati del gigante degli acceleratori. Si chiama Grid (calcolo a griglia) e comprende quasi 100.000 computer distribuiti in tutto il mondo. «Il Cern si prepara a inaugurarla il prossimo 3 ottobre con una cerimonia pari a quella organizzata il 10 settembre per l'accensione della macchina», dice Mazzuccato, che è anche responsabile della rete italiana dei computer coinvolti nel progetto (Infn-Grid). 

«La rete Grid - aggiunge - ha un livello di sicurezza molto alto». Mentre per accedere al web basta una password, per entrare nella rete Grid è necessario un certificato personale rilasciato solo da specifiche autorità che contattano l'istituzione alla quale la persona appartiene. «Il livello di garanzia - conclude Mazzuccato - è fra i massimi possibili».

Tutto vero? Credo proprio di sì. Il CERN non è una bufala...Come faccio a dirlo?Semplice, non è per un caso che sta in Svizzera :))    


Suisse


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SCIENZA
12 settembre 2008
CERN - Video

Al via l'esperimento del Cern.

È stato avviato con successo l’acceleratore di particelle Lhc (Large Hadron Collider) del Cern. La macchina, un anello sotterraneo della lunghezza di 27 chilometri, a Ginevra, in Svizzera, ha accelerato con successo il primo fascio di protoni, completando l’intero percorso del tunnel.
Nelle fasi successive dei test saranno inviati due fasci di protoni in direzione opposta per farli scontrare.
L'esperimento serve a ricreare le condizioni dell'universo al momento del Big bang.

La costruzione dell'acceleratore in video-clips
Traccia Audio:
Il Bolero di Ravel


                           CERN il Video 

                  Consiglio dopo il collegamento. Clik su MAXIMIZE VIDEO 
                        Sulla barra MENU, a destra, vicino al controllo volume

        I video sul CERN dal Telegraph

       Video realizzato da Tim Head - Università di Manchester
        (oltre 5 anni di fermo-immagine)

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