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blog di Valter Carraro Gasparin
DIARI
7 luglio 2011
Pensioni, De Lucia: Innegabile il fatto di essere di fronte a un disastro sociale | 6 ottobre, seconda giornata dei Contributi Silenti

Non si può più negare che siamo di fronte a un disastro sociale, economico, politico e civile, che non riguarda più solo i giovani. Invitiamo tutti a mobilitarsi per la Seconda giornata dei Silenti, convocata per il 6 ottobre prossimo.

Dopo i dati del rapporto Inps, illustrati dal Presidente e Commissario Straordinario dell’ente previdenziale, Mastropasqua, con toni trionfalistici, contro l’evidenza di dati per cui – già adesso – il 50,8 per cento delle pensioni non raggiunge i 500 euro mensili e il 79 per cento non raggiunge i mille euro lordi mensili (il problema non riguarda quindi soltanto i giovani…), oggi la ricerca realizzata dal Censis per Unipol rincara la dose: il 42% dei lavoratori dipendenti tra i 25 e i 34 anni andrà in pensione intorno al 2050 con meno di mille euro al mese. Aggiungiamo che secondo lo studio realizzato da Andrea Telara, affermato giornalista economico e collaboratore, tra gli altri, de “Il giornale delle partite Iva”, gli assegni erogati dall’Inps nel 2050 saranno tra il 50 e il 70 per cento più bassi rispetto agli ultimi redditi dichiarati.

La situazione – un vero e proprio disastro sociale, economico, politico e civile – è ancora più grave per gli iscritti alla Gestione separata dell’Inps, che pagano aliquote contributive altissime (27%) su cui si regge tutto il sistema, ma rischiano – se non raggiungono i minimi richiesti dalla legge – di perdere quei contributi (i c.d. contributi silenti) e di non averla proprio, una pensione.

Per questo Radicali italiani ha convocato per il 6 ottobre prossimo, insieme al Colap (Coordinamento libere associazioni professionali) e all’Ancot (Associazione nazionale consulenti tributari) la Seconda giornata nazionale dei contributi silenti, con manifestazioni davanti alle direzioni Inps di tutta Italia, per chiedere che sia calendarizzata e discussa la proposta di legge radicale, primo firmatario Maurizio Turco, per il diritto alla restituzione di quei contributi che non abbiano dato luogo ad un corrispondente trattamento pensionistico.

Oggi anche la leader della Cgil, Susanna Camusso, ha commentato i dati del Censis con parole importanti: se vorrà mobilitarsi al nostro fianco su questa battaglia, che è il punto di attacco per una riforma finalmente equa delle pensioni, ne saremo felici, e restiamo più che mai disponibili a un incontro con lei e con tutti coloro che vorranno dar corpo ad una vera “unione laica delle forze” su questo obiettivo puntuale.

Michele De Lucia, tesoriere di Radicali italiani


I materiali (notizie, dichiarazioni, .pdf e petizione) al link Recupero dei Contributi


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POLITICA
28 maggio 2011
STIPENDI E VITALIZI ASSURDI AI PARLAMENTARI. E' GIUSTO CONTINUARE A SUBIRE IN SILENZIO ?

Il giorno 21 settembre 2010 il Deputato Antonio Borghesi dell’Italia dei Valori ha proposto l’abolizione del vitalizio che spetta ai parlamentari dopo solo 5 anni di legislatura in quanto affermava cha tale trattamento risultava iniquo rispetto a quello previsto dai lavoratori che devono versare 40 anni di contributi per avere diritto ad una pensione.

                                              Ecco come è andata a finire:

                                                    Presenti                     525
                                                     Votanti                      520
                                                    Astenuti                         5
                                                    Maggioranza            261

                                                     Hanno votato sì       22
                                                     Hanno votato no   498

Ecco un estratto del discorso presentato alla Camera:

«Penso che nessun cittadino e nessun lavoratore al di fuori di qui possa accettare l’idea che gli si chieda, per poter percepire un vitalizio o una pensione, di versare contributi per quarant’anni, quando qui dentro sono sufficienti cinque anni per percepire un vitalizio. È una distanza tra il Paese reale e questa istituzione che deve essere ridotta ed evitata. Non sarà mai accettabile per nessuno che vi siano persone che hanno fatto il parlamentare per un giorno – ce ne sono tre– e percepiscono più di 3.000 euro al mese di vitalizio. Non si potrà mai accettare che ci siano altre persone rimaste qui per 68 giorni, dimessisi per incompatibilità, che percepiscono un assegno vitalizio di più di 3.000 euro al mese.C’è la vedova di un parlamentare che non ha mai messo piede materialmente in Parlamento, eppure percepisce un assegno di reversibilità. Credo che questo sia un tema al quale bisogna porre rimedio e la nostra proposta, che stava in quel progetto di legge e che sta in questo ordine del giorno, è che si provveda alla soppressione degli assegni vitalizi, sia per i deputati in carica che per quelli cessati…»

I costi della politica stanno diventando sempre più “provocatòri” nei confronti dei comuni cittadini, alle prese con una crisi economica senza fine. Serve forse una sollevazione popolare per porre fine ad un sopruso istituzionale senza precedenti?

Nazzareno Perotti

Riviera oggi


Si può dire che l'Idv si sia fatta uno spot molto efficace e per niente costoso? In fondo i 22 contro il vitalizio erano tutti IdV. Ammettiamo, ma non diamolo per assolutamente scontato, che quel gruppo avesse comunque deciso il voto. Ma allora, questi dell'IdV sono delle persone veramente dedite all'etica nella politica! Ma com'è che al loro voto non si è unito nessuno? In Parlamento...è un fatto più unico che raro!!! Sta di fatto che l'IdV, operazione politica o no, ha fatto ripassare un messaggio che non viene più accolto da nessuno. Non c'è più un solo parlamentare (neanche a ri-pagarlo) che pensi a farsi il suo mandato o due, per poi ritornare alla propria professione. Cos'è, tutti sono veramente convinti di servire così bene il Popolo Sovrano e di essere indispensabili? Oppure,... non si pongono neanche il problema, l'importante è beccare i soldi. Si salvi chi può??? Ma anche se fosse così (perchè questo viene da pensare agli italiani), com'è che al posto di 945 tra deputati (630) e senatori (315), più 7 senatori a vita, negli Stati Uniti d'America - che ha più di 300 milioni di abitanti - se la cavano con 535 deputati e 100 senatori ???

Stati  Uniti -  Rapporto fra deputati e cittadini = 1:703.050

Italia        -    Rapporto fra deputati e cittadini = 1: 95.325

U. S. A. La più grande democrazia del mondo, ha meno parlamentari della nostra.

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Pensierino...Forse è per questo che Scilipoti lasciò l'IdV per il Pdl. Decise di non aspettare ed andò dall'unico che poteva dirgli sì, subito. Il capo pretese: Io e solo Io voglio restare al Potere. Scilipoti si sdebitò alla seconda chiamata. Cesario e Calearo lo rincorsero penosamente. Altro che fine Legislatura! Fine Democrazia!


LAVORO
20 maggio 2011
Contributi silenti e Pensioni: Ridatemi i miei soldi !

Lo Stato italiano è un Robin Hood alla rovescia: toglie a chi sta peggio per dare a chi sta meglio.

Appello per la soluzione del problema dei contributi silenti, la grande truffa del sistema previdenziale italiano:

Prima giornata nazionale dei contributi silenti

Firma anche tu!

Gran parte dei contributi previdenziali dovuti alla Gestione separata dell’Inps dai parasubordinati, dai precari o da coloro che esercitano professioni non regolate da ordini professionali, vengono versati a fondo perduto: se non si raggiunge il minimo richiesto dalla legge per maturare la pensione (il che accade sempre più spesso, dati i lunghi periodi di disoccupazione o lavoro nero), quei contributi vengono usati per pagare le pensioni di altri, ma non danno diritto ad averne una propria. E anche quando si matura il minimo di contribuzione richiesto, la pensione ottenuta non supera le poche centinaia di euro dell’assegno sociale.

Intanto la Gestione separata dell’Inps ogni anno incassa 8 miliardi di euro di contributi, ma eroga solo 300 milioni di euro di prestazioni! 

Per rimediare a questa situazione drammatica, e in attesa di una riforma complessiva e finalmente equa delle pensioni, chiediamo che sia riconosciuto ai lavoratori il diritto alla restituzione dei contributi “silenti”, ovvero dei contributi previdenziali versati che non abbiano dato luogo alla maturazione di un corrispondente trattamento pensionistico

A questo fine sosteniamo la proposta di legge presentata dai parlamentari radicali “Delega al governo per l’introduzione di una disciplina in materia di restituzione dei contributi previdenziali che non danno luogo alla maturazione di un corrispondente trattamento pensionistico” (Atto Camera n. 1611) e chiediamo che la stessa venga calendarizzata e discussa entro la fine del 2011Appello promosso da Radicali italiani e A.N.CO.T. (Associazione nazionale consulenti tributari).


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19 settembre 2008
Alitalia:solo ombre. Ma come stanno gli altri?

Dopo il comunicato di ieri delle 16:11, con mezza Italia attaccata alle radioline, ricordo di gloriose radiocronache calcistiche, con Colaninno che conferma le prime voci del pomeriggio e ritira l'offerta Cai, il gruppo di investitori che avrebbe dovuto rilevare Alitalia per la Compagnia aerea italiana, si aprono le cronache e i commenti su tutti i quotidiani europei che erano rimasti in silenziosa attesa. Cosa accadrà adesso? Le voci sono divergenti. In Italia un ampio fronte politico e partiticamente trasversale vorrebbe insistere. In che modo non si sa.
Di certo Enrico Letta, con la sua prima pagina su Europa, scrivendo
"Nessuno ha vinto" ha purtroppo sintetizzato la drammatica ovvietà dell'esito finale della trattativa tra sindacati e Cai. E proprio tra i leader sindacali sembra essersi aperta una durissima polemica.  La CGIL è sotto accusa, ma Epifani in una intervista a La Stampa dichiara: "L'ultimo no? non è stato il mio".

Angeletti, della UIL, sempre su La Stampa,  parla di catastrofe sindacale e spara un durissimo "Qualche collega fa il becchino".

Renata Polverini, l'unica donna a capo di un sindacato, l'UGL, che negli ultimi anni ha raccolto diversi consensi e molti fuoriusciti dai sindacati confederali, intervistata dal Secolo d'Italia, accusa:
"Qualcuno non ha fatto il proprio mestiere, pensare ai lavoratori".

Il comunicato politico che mette in fila sindacati e partiti, cominciando dal comportamento irresponsabile tenuto in campagna elettorale da Berlusconi, che ora parla di baratro, è redatto dai Radicali, a firma del deputato on. Marco Beltrandi, eletto nelle liste del Partito democratico.


 
In Francia, LE JOURNAL DES FINANCES molto concretamente, con grafici, sintetizza e raffronta la situazione finanziaria delle Compagnie Aeree Europee, Americane e Asiatiche.

Compagnie Europee

Compagnie Americane

Compagnie Asiatiche


Se ne deduce che se Lufthansa, in Europa, è la Compagnia più quotata finanziariamente e Alitalia è sull'orlo della scomparsa, in USA non sono messi molto bene, mentre l'Air Canada sta volando a quote in miliardi di dollari, sopra gli Stati Uniti. Ma il raffronto grafico non lascia dubbi. Le principali Compagnie Asiatiche, Air China in testa, sfondano i parametri di comparazione e a suon di miliardi di dollari, mostrano la potenza ormai acquisita. I piloti italiani lo sanno bene. Air China sta propagandando spot per l'assunzione di 4.000 piloti, poichè è in grado di formarne "solo" 400 l'anno.
Certo, gli stipendi non sono gli stessi. Un pilota cinese, lavoro comunque ambitissimo, arriva a 30.000 euro l'anno! Non commento. Chi deve, faccia i propri conti.... 


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27 agosto 2008
TURISMO ALL'ITALIANA

Il nostro turismo visto dagli altri.  The Wall Street Journal, Stati Uniti, mette in risalto che il governo italiano si sta impegnando per ripristinare il sito web Italia.it, voluto dal governo Prodi (artefice Rutelli quand'era ministro per il Turismo e i Beni Culturali) per attrarre nel paese i turisti stranieri. L’idea era quella di mostrare i tesori culturali, naturali e gastronomici italiani, e di offrire una piattaforma online per le prenotazioni di viaggi e alberghi. Attivo già nel 2007, il sito  fu chiuso perché pieno di errori imbarazzanti: Federico Fellini era diventato Gioacchino, mentre Napoleone era stato fatto nascere all’isola d’Elba.
Dopo una lunga serie di problemi tecnici, cinque anni di tentativi e una spesa di 45 milioni di euro, il nuovo portale dovrebbe essere pronto in primavera. 

                                 La pagina del quotidiano Usa

Edizione USA

Per non smentire la "tradizione", l'articolo è di un italo americano, 
Davide Berretta
 

davide.berretta@wsj.com


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