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blog di Valter Carraro Gasparin
LAVORO
10 novembre 2008
Il diritto al lavoro umiliato
La nostra Costituzione sancisce che il lavoro è un diritto ma, non rappresenta una discriminazione mettere dei limiti di età, come spesso si legge in numerosi annunci che, per un'eventuale assunzione, richiedono "massimo 25enni" o "massimo 35enni"? La discriminazione razziale è vietata, quella sessuale idem, quella religiosa altrettanto...e la discriminazione sull'età? Reputate giusto che una donna che abbia superato i 40 anni non abbia più diritto al lavoro? Oramai anche se una persona ha tanti anni di esperienza lavorativa, viene scartata se la sua età ha superato una certa soglia. Reputate sensato rinunciare ad un lavoratore dall'esperienza consolidata, solo in nome dell'età? Se non possiamo lavorare, dateci almeno la pensione! Ah no...è vero, non abbiamo diritto neanche a quella! Allora, non ci resta che aspettare la morte! Speriamo che non impieghi molto ad arrivare, altrimenti...che possiamo fare nel frattempo?


Lettera firmata, pubblicata dal giornale Epolis-Il Mestre a pag. 9 in data 10 nov. 2008

Lettera dal Nord - Est : Voglia di Serenità.

Mi sono permesso di ripubblicare questa lettera sul blog, anche perchè mi riguarda. Non ho potuto né voluto, mettermi in contatto con colei o colui che l'ha scritta, rispettando la privacy come, a mio avviso giustamente, ha fatto Epolis.
Chi l'ha scritta non cerca pubblicità, cerca lavoro. E solleva un problema enorme, che coinvolge centinaia di migliaia di persone che vorrebbero solo la propria identità perduta, stritolata dal liberismo incontrollato del "mercato del lavoro". E parla di lavoro, di pensioni, di incredulità nel vedere l'Italia che affonda, mentre vi sono professionalità calpestate e impegno lavorativo di anni che ora non hanno più alcun valore. E' una protesta in toni garbati, ma soprattutto è la denuncia di una situazione di vita. Non parla né di Obama né di Berlusconi o Cossiga, ma lo sfondo, neppure tanto invisibile, è politico. Vi si denuncia l'inefficienza organizzativa e gestionale di più classi dirigenti. Politiche, sindacali e mnageriali, che non hanno mai saputo mettere in campo progetti per il lavoro che guardassero al di la di mere beghe da cortile. E' una denuncia in toni pacati ma forte, tanto che vi si nomina anche la morte. Quella fisica è sapientemente sdrammatizzata, l'altra forse più atroce perchè vita non vissuta, riguarda l'identità lavorativa e culturale.
Ecco perchè penso che questa lettera riguardi un po' tutta la società e senza chiamare nessuno per nome, è comunque un'accusa a chi siede in Parlamento e si permette "battute", provocazioni con fini violenti, politiche economiche senza sapere chi c'è dall'altra parte della strada, ormai sulla strada, senza mai pensare di essere in quell'Aula per rappresentare chi gli ha eletti e chi paga per mantenerli, pur non avendo un futuro degno di questo nome.

Ah! questo Nord-Est. Locomotiva d'Italia già esplosa anzi, implosa, da tempo. E i vagoni...?


Commento di frapem  inviato il 10 novembre 2008
Un limite di età è necessario, ma non per chi cerca lavoro, come te express, ma per coloro che calcano la scena politica e parapolitica da decenni e succhiano da decenni il sangue dello stato. Poi ti dicono che non ci sono risorse, e certo, si pappano tutto loro! Questi signori li manderei a casa a sessantacinque anni, con un assegno pari a quella del salario di un metalmenccanico.

R.
Grazie frapem, mi pare che siamo sulla stessa 'onda'. Una sola, ulteriore precisazione. Io non cerco 'un lavoro'. 'Un lavoro', a 51 anni, certo, lo farei, anzi l'ho fatto - determinato, a 400 €/mese - per mera soppravvivenza, e quindi svogliatamente e approssimatamente, anche se ritengo che l'approssimazione sia una delle cause del degrado in Italia. Il lavoro, in ogni caso, lo concepisco solo con e dopo la dovuta formazione. E dopo tanti doveri e sacrifici, mi piacerebbe godere di un diritto. Vorrei 'il mio lavoro', quello che per anni mi ha impegnato anni 12 ore al giorno. Quello per cui ho studiato prima, durante e dopo. Oltre ad un intenso addestramento e tanta formazione. Cerco il lavoro che sono andato a difendere in tribunale, vincendo anche una causa. Sono un ex VV.F. Aziendale. 'Privato' quindi, non statale, ma l'idoneità ai fini di legge è la stessa. Facevo prevenzione infortuni e antincendio nella cantieristica industriale. Ero caposquadra e la mia squadra non esiste più. Sostituita da ragazzi largamente sottopagati, senza i titoli, la formazione e le esperienza necessarie. Ragazzi che vedevo aggirarsi spaesati sotto gru da 500 tonnellate. Sostituzioni volute da dirigenti senza badare alle conseguenze, con la complicità di sindacalisti e politici. Il tutto per sedersi dietro ad una scrivania avendo l'alibi di qualche elezione. Ma le conseguenze non viste, o non volute vedere, le capivo sin troppo bene, perchè ogni giorno le vivevo sulla mia pelle e firmavo. Per non andare in galera, ho dovuto fermarmi. Da qualche anno in quei cantieri si è cominciato a morire di lavoro, per infortuni gravi.
6 morti in due anni. Non era mai successo.
Non servono nomi, si trova tutto nell'archivio della Procura.


POLITICA
18 ottobre 2008
La Gelmini va fermata, sta distruggendo la scuola

Più che una riforma, quella della Gelmini è una devastazione. La distruzione di uno cardini fondamentali per qualsiasi nazione: la scuola, l'istruzione, l'educazione.

Un ritorno ad un passato nemmeno conservatore o una riforma mascherata?

Se qui si può parlare di vero oscurantismo, i tagli proposti, 8 miliardi di euro - sono inconcepibili in un settore come la scuola, importantissimo per il progresso e la rigenerazione del Paese. Tagli indiscriminati, che azzerano centinaia di migliaia di posti di lavoro,  già sofferenti per i magri salari, e giunti al limite della soppravvivenza per le famiglie degli insegnanti e dei precari a contratto, con scarse se non nulle, possibilità di rinnovo, sentite le ultime dichiarazioni governative contro la stabilizzazione dell'impiego.


Mariastella GELMINI, classe 1973, bresciana, avvocato, proveniente da vari incarichi in Forza Italia - poteva essere altrimenti? - dice di non capire il perché di tutto questo dissenso. Non lo capisce? Avvocato Gelmini, lei lo capisce benissimo, non fosse altro perchè Cinzia, la sorella insegnante alle elementari di italiano, immagine, musica e laboratorio, la contesta duramente, ma gli ordini dall'alto (o dal basso, dipende da come si guarda Berlusconi) sono fin troppo chiari. Tagliare sul pubblico, reinventando il maestro unico, per dare il massimo impulso alla scuola privata, a discapito di quella pubblica, creando così il monopolio dell'istruzione, nè più nè meno come Mediaset ha creato il monopolio dell'informazione privata televisiva. Tutto quindi, sulla falsariga delle TV di Berlusconi. Usare i soldi pubblici e dirottarli verso le banche controllate da un presidente del Consiglio, la cui unica preoccupazione, è salvarsi dai numerosi processi che lo vedono imputato per i raggiri commessi ai danni di ignari cittadini in buona fede.   
Non bastasse la Gelmini e il suo capo, ci si è messo anche il 'socialista', come ama definirsi, Renato Brunetta. C'è da chiedersi da dove provenga la sua  formazione e concezione di socialismo. Probabilmente, anzi sicuramente, un buona parte, deriva (parola quanto mai appropriata)  dalla 'Prima Repubblica', crollata sotto il peso di frodi allo Stato e di appropriazioni indebite di soldi pubblici, durante una 'Milano da bere' - come recitava una celebre pubblicità - che è stata bevuta fino all'ubriacatura nazionale di tutti coloro che poi si sono riciclati in Forza Italia. E che ora, seduti dietro scrivanie ministeriali, offendono insegnanti e docenti con famiglia che, a malapena, arrivano a 1.300 euro/mese e sono costretti a pagarsi gli aggiornamenti. Brunetta, oltre alla mancanza di rispetto e di senso della misura, dimostra di non capire cosa sia e a che cosa serva il mestiere dell’insegnante. La sua presunzione esibita senza nessuna decenza - ma meglio sarebbe dire dignità - di barone universitario, ce la viene pure a raccontare. Non passa giorno in cui non rilasci una dichiarazione dove la superbia è il filo conduttore. Ora si è finalmente scoperto, dopo aver fatto credere demagogicamente, di aver adottato misure per favorire la trasparenza nell'impiego pubblico. La trasparenza c'è Brunetta, ma solo della tua sfrenata presunzione. 

                       «- scuola oggi + disoccupazione domani»

Per scrivere alla Gelmini:
  
                                  GELMINI_M@camera.it

A coloro che scrivono di riforma virtuosa per il bilancio statale e di ideologie messe in campo, rispondo:
 
non ho niente contro le riforme, anzi. Ma 8 miliardi di euro di tagli sulla scuola, sono l'indice, mi pare abbastanza chiaro, e l'ho scritto, che questa non può dirsi riforma. I tagli indiscriminati sappiamo farli tutti, ma non per questo diventano voci virtuose nel bilancio statale. Questo è un 'classico' disegno berlusconiano per appropriarsi in toto della struttura pubblica e rivolgerla nel privato - nel suo privato - controllando così il sistema educativo a partire dai banchi della scuola primaria - senza spendere un soldo di tasca sua, ma facendolo spendere ai cittadini. Non è una questione ideologica, gli italiani non hanno più voglia e tempo per ideologie. Ma guardano dentro le proprie tasche, e le trovano sempre più vuote. Questa è politica. Politica economica, molto reale. E q
uesta è una riforma mascherata.

valter carraro                                                   xpress.blog@gmail.com


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permalink | inviato da xpress il 18/10/2008 alle 1:43 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (1) | Versione per la stampa
LAVORO
1 maggio 2008
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