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blog di Valter Carraro Gasparin
POLITICA
12 febbraio 2011
WikiLeaks vs OpenLeaks. Esce il libro ‘Inside Wikileaks’. Pronta la querela.

Uno dei fondatori di OpenLeaks, egli stesso ex membro di Wikileaks, dovrà affrontare accuse per aver sabotato il sito di Assange e rubato migliaia di documenti.

 
 

Il tizio in questione è Daniel Domscheit-Berg che, guarda caso, giovedì scorso ha lanciato un libro su WikiLeaks dall’indicativo titolo: "Inside WikiLeaks". Nel libro Julian Assange passa dall’essere "fantasioso, pieno di energia e brillante" a "paranoico, affamato di potere e megalomane" . Assange, si legge, ha anche "un rapporto fin troppo facile e gratuito con la verità". Inoltre, stando a Domscheit-Berg, Wikileaks ha perso anche il software e le relative chiavi di accesso che permettono agli utenti di inviare documenti in forma anonima.

 
 

Anche se Domscheit-Berg continua a negare, Mercoledì Wikileaks ha annunciato che Domscheit-Berg ha danneggiato e rubato materiale e che saranno intraprese azioni legali contro colui che, la CNN on line da Berlino, definisce nel titolo di un articolo, ‘un disertore’.

 
 

Testo originale:Domscheit-Berg "damaged" WikiLeaks infrastructure and "stole material," WikiLeaks said Wednesday, and the website said it is taking legal action against him- though Domscheit-Berg denied that.

 
 
 
 
 

Domscheit-Berg, che si fregia di essere stato un componente chiave nelle ‘infrastrutture’ del sito più famoso del mondo, era un volontario di Wikileaks, che lasciò per diventare un co-fondatore del rivale OpenLeaks, il nuovo sito registrato in Svezia, dopo che cominciarono le disavventure di Julian Assange. Wikileaks minimizza il ruolo del ‘disertore’ nell'organizzazione, dicendo che le sue funzioni furono di portavoce del sito  nella sola Germania e in tempi diversi. E nega che sia mai stato un programmatore informatico, esperto di sicurezza, architetto, editore, fondatore e/o regista di Wikileaks. I ruoli di Domscheit-Berg all'interno di Wikileaks erano limitati ed hanno iniziato a diminuire quasi un anno fa, come la sua integrità e stabilità quando cominciarono le inchieste sul sito.

 
 

Il tedesco ha respinto ogni accusa in una conferenza stampa giovedì, definendosi l'unica persona intensamente coinvolta in questa organizzazione per così tanto tempo. Tuttavia, nel suo libro, sostiene che Assange non era anti-americano ma volle misurarsi con la più grande potenza sulla terra, anche se poi finì con l’assumere alcuni caratteristiche tipiche delle istituzioni che stava cercando di abbattere ed è molto dispiaciuto per come sono andate le cose tra lui e Julian. “Insieme abbiamo fatto grandi cose”, dice.

 
 

Evidentemente per Domscheit-Berg, con questo Assange dovrebbe ritenersi ripagato a mo’ di una specie di consolazione, non tenendo conto che il fondatore di Wikileaks sta correndo seri rischi, dato che si trova in attesa del verdetto del 24 febbraio dal tribunale di Londra, che dovrà decidere se concedere la sua estradizione in Svezia.

 
 

Nei fatti l’ex collaboratore ammette di aver preso circa 3.000-3.500 documenti quando lasciò Wikileaks “sarebbe stato irresponsabile lasciare un tesoretto nelle mani di Assange” confessa  tranquillamente -senza precisarne né il contenuto né l’origine. Un tesoretto che comunque rappresenta una percentuale relativamente piccola rispetto ai dati ancora in possesso di Wikileaks. Nel frattempo, come ebbe a dire Assange, i giornalisti lavorano e scrivono su dei materiali che senza di lui non sarebbero mai apparsi.

 
 

Der Spiegel ha scritto un libro e come il The Guardian ammette di aver avuto accordi con Assange sulla pubblicazione di documenti trapelati, mentre Il New York Times offre un e-book chiamato ‘Open Secrets’ che si autodefinisce la ‘cronaca definitiva’ del rilascio dei documenti e la polemica che ne seguì e Greg Mitchell, che scrive un blog per The Nation, ha pubblicato The Age of Wikileaks: Cablegate Collateral (e oltre): crescita e impatto di Wikileaks.

 
 

E pensare che qualcuno ha osato dire che Assange ha speculato vendendo la sua autobiografia…

 

                    

POLITICA
26 dicembre 2010
http://wikileaks.info/
Assange sta scrivendo la sua autobiografia per raccogliere soldi. Pur avendo buoni protettori, per tutte le spese legali e forse per risparmiare qualcosa in attesa di tempi non proprio solari,  avrà pensato che è meglio mettere da parte qualche soldarello. Si parla di 1.200.000 euro. Francamente mi sembrano pochi per una persona che ha contro la quasi totalità del mondo. E tutto per aver scoperchiato un po' di pentole. La verità fa decisamente male in questo mondaccio boia dove il profitto spadroneggia. Vedi Marchionne e Confindustria che in Fiat Chrysler fanno il bello e cattivo tempo, in prospettiva di accumulare automobili, anzi SUV, per mercati già saturi. E' un po' come accumulare aratri per lavorare un solo campo...L'accumulazione del capitale, vecchia storia risaputa, per avidità di potere sempre applicata, (al contrario della Costituzione in Italia) storpia uno sviluppo realmente sostenibile per tempi futuri e non lascia ottimistiche speranze a nessuno. Neanche ai pochi individui che potranno contare su gran parte delle ricchezze mondiali. Andando avanti di questo passo nemmeno la crioconservazione o qualche progetto spaziale potrà assicurare all'umanità un futuro degno di questo nome. La politica, quella fatta bene, per il bene comune, per il sociale e la collettività, forse, potrebbe metterci una pezza. Ma dovrebbero cambiare al più presto un  bel po' di teste...Beato chi ci crede.

Resta il fatto che Julian Assange è sicuramente geniale e la storia, non solo dell'informatica, si ricorderà di un prima e di un dopo Wikileaks. Inoltre la sua passione sembra alimentarlo nell'incessante opera di spostare Wikileaks da nazioni e indirizzi diversi. Ora i mirrors sono spostati su un IP che sembra provenire dalla Russia. In verità, cercando un po', non si capisce mai da dove arrivi veramente la schermata ufficiale del volpone austrialiano.

Per farla breve all'indirizzo http://wikileaks.info/ dovrebbe corrispondere in questi giorni natalizi un'interfaccia nera su fondo blu in cui vi sono segnati due numeri IP preceduti da: wikileaks.ch da dove occhieggia Assange (New Official Wikileaks Page), a sua volta anticipato da un wikileaks.org, la vera novità grafica del sito di Assange. Qui, oltre ad esserci i ridirezionamenti sui mirrors (alcuni ci sono anche sulla schermata nera di cui già detto), vi sono in front page un po' di notiziole... top countries.

Qualche anticipazione:

una multinazionale farmaceutica trovata a spiare documenti dell'OMS riguardo i finanziamenti per l'innovazione, la ricerca lo sviluppo e il contenuto di relazioni. Precious Matsoso, direttore della sanità pubblica presso l'OMS ha detto che quei documenti non dovevano essere in possesso dell'IFPMA (Big Pharma in particolar modo);

a The Guardian documenti ancora secretati sullo smaltimento di rifiuti tossici in Costa D'Avorio;

all'ONU l'inchiesta sul primo ministro del Kenya Raila Odina per l'assassinio di due attivisti dei diritti umani:Oscar Kamau Kingara e John Paul Oulo;

in Cina i log sulla censura e il controllo dei media
e sui motori di ricerca durante le Olimpiadi di Pechino, aprile-agosto 2008;

che cosa sapeva, sulla inaffidabilità dei dati anemometrici Air France, riguardo il volo Airbus 447 precipitato nell'Atlantico il 1° luglio 2009 e 7 precedenti incidenti;

e molto altro ancora. Anche in tedesco, danese ("aggiustamenti" sugli accordi di Copenaghen 8/12/09), svedese e spagnolo (corruzione alle Turkos e Caicos al Palazzo di Giustizia, 18/08/09). Non manca l'informatica con una storia di illeciti della Texas Instruments su chiavi crittografiche.

Tutte illegalità su cui Assange non ha perso per nulla lo spirito battagliero né evidentemente l'ironia tant'è che il primo link della serie, lo dedica ai cablo degli Stati Uniti. E' una specie di raccolta tipo hits o "the best of U.S. 1966 - 2010". La nota che accuratamente fa bella mostra di sè e che farà andare fuori giri più di qualche funzionario del Dipartimento di Stato, è che Assange ha avuto cura di  intestare la pagina con...un trafiletto tratto dal Time Magazine in cui si parla della libertà di informazione per legge. In pratica un trasparente riferimento al I° Emendamento. Al Freedom of Information Act.

Ecco lo screenshot della home di wikileaks.org dove si legge:
difesa globale delle fonti e delle libertà di stampa



TECNOLOGIE
26 marzo 2009
INTERNET - I browser Explorer 8 e Chrome disponibili nelle versioni alpha. La privacy e l'open source.
INTERNET - I browser Explorer 8 e Chrome disponibili nelle versioni alpha. La privacy e l'open source. 

Google, presentando a settembre 2008 la versione Beta del proprio browser, Chrome, sembra non aver ancora conquistato molti estimatori. Microsoft che non si era fatta trovare impreparata a questo scontro tra giganti del web aveva pronto IE 8 anch'esso in versione beta. Da allora entrambi hanno presentato la versione alpha - Explorer agli inizi marzo - disponibile in 25 lingue diverse e il capo esecutivo di Microsoft, Steve Ballmer presentandolo ha detto:  ''Gli utenti hanno reso ben chiaro quello che vogliono da un web browser: sicurezza, velocita' e grande facilita' di utilizzo''.  E assicura che Internet Explorer 8, oltre ad una maggiore velocita' di caricamento delle pagine, e' in grado di bloccare da due a quattro volte di piu' rispetto agli altri browser sul mercato l'accesso a siti che contengono software dannoso. 

Ironia della...ricerca, IE 8 è scaricabile rintracciando la pagina di download proprio partendo da Google, costretto a compiere il proprio lavoro di re dei motori per il web. Il download in italiano è disponibile nella pagina Microsoft all' indirizzo:

   www.microsoft.com/ie8 


A suo tempo, la segretamente preannunciata funzionalità «InPrivate», prometteva agli utenti di accedere ai siti web senza mostrare le proprie abitudini di navigazione sulla rete: file temporanei, cookies e la storia della navigazione non vengono registrati. Cosa c'entra Google? Il primo motore di ricerca al mondo utilizza queste informazioni per inviare messaggi pubblicitari mirati sulle abitudini di navigazione in rete degli utenti. Il modello di business di Google, più di dieci miliardi di dollari di ricavi nel primo semestre 2008, è basato quasi del tutto sull'advertising online. 
Durante un'intervista che John Curran, direttore della sezione inglese di Microsoft, rese al Financial Times, affermò che «alcune persone vorranno sempre essere nella modalità "inPrivate", ma c'è un vincolo: proteggere la loro privacy significa anche impedire che ricevano dati rilevanti per i loro interessi». 

E' qui il punto: la pubblicità mirata viene presentata come meno invasiva rispetto a quella classica, perchè non generica e quindi mirata ai propri interessi. Eppure c'è chi proprio non ne vuole sapere di vedere tracciare le proprie abitudini in rete. Il tema della privacy è sempre più sentito e viaggia a doppia velocità: da un lato c'è chi aderisce a diversi siti di social networking e ormai si ritrova con una molteplice identità digitale, dall'altra parte chi fugge da questo mondo. A fine gennaio, Facebook, dopo essere stato investito da diverse polemiche che non gli hanno impedito di diventare uno dei leader mondiali del social network, ha introdotto una nuova serie di opzioni che hanno dato più «poteri» agli utenti, permettondo loro di controllare maggiormente l'accesso alle proprie informazioni. 
Per definire le prospettive di sviluppo della situazione, il Financial Times cita una fonte anonima informata, secondo la quale se Microsoft riuscirà a cambiare i comportamenti di navigazione degli utenti per Google potrebbero arrivare alcuni problemi.


Google Chrome


G
oogl
Chrome tenendo fede alle promesse sull'open source, perchè alla grande comunità della Rete le applicazioni si "regalano" e non si vendono, anzi, per essere precisi sono open e non free, si presenta come un software di nuova generazione già dal contratto al momento dello scarico in cui è scritto: "Il codice sorgente di Google Chrome è disponibile gratuitamente ai sensi dei contratti di licenza del software open source all'indirizzo http://code.google.com/chromium/terms.html", e fa dell'open source il suo credo – è infatti basato su Web Kit, (il motore tecnologico che alimenta anche il browser di Apple Mac Os X – che si candida a essere la porta - sicura e preferenziale - di ingresso in Rete per il popolo del Web 2.0) 

Google Chrome è scaricabile da  QUI

o seguendo il vero e proprio fumetto che fu disegnato dal cartoonist Scott McCloud, 38 tavole di didascalie, diagrammi e animazioni con cui il nuovo navigatore di Mountain View venne originalmente spiegato nei dettagli quando vennne rilasciato. 

Il sito è sempre Blogoscoped.com 

                 

Google Chrome



Attualmente, Explorer conta sul 67,5% del mercato, contro il 21,5% di Firefox di Mozilla, l'8,2% di Safari della Apple e l'1,2% di Google Chrome.

Fonte: Agenzia ASCA del 19 marzo 2009

Di Opera invece, nessun accenno, nonostante continui a presentare versioni sempre più aggiornate - ora vi è l'alpha 9.64 in italiano, è già on line la 9.65 beta, in test la 7.0 e c'è la release 10 alpha 1 in inglese, ma il browser norvegese non sembra trovare il numeroso pubblico che merita nonostante il nuovo motore Presto 2.2 e la visualizzazione conforme agli standard W3C.

Misteri informatici...o del mercato?


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POLITICA
12 marzo 2009
Il DDL Carlucci e la Sentenza della Cassazione. Qualche chiarezza e un poderoso attacco a Internet.
Con l'intento di diffondere un po' di chiarezza sul dibattuto argomento blog e forum, viste le mail che continuano ad arrivarmi chiedendomi se ho notizie in merito e viste le precedenti petizioni inoltrate dal mio piccolo blog, riporto delle comunicazioni partendo dalle notizie pubblicate sul Blog del Circolo Barack Obama:

Mezzo di comunicazione, ma non organo di stampa.

Questa in sintesi la sentenza e la Cassazione ha confermato la possibilità di sequestro preventivo di blog e forum, che non potranno usufruire delle tutele costituzionali degli organi di informazione. Questa è la cattiva notizia.  
La buona notizia è che come semplice luogo di discussione, blog e forum non sono tenuti agli obblighi che spettano all’editoria e la responsabilità dei commenti è degli autori degli stessi e non del responsabile dello spazio, che viene dunque esonerato dal controllo.

Spero che gli amici del Circolo on line Barack Obama non mi chiedano i diritti d'autore :)) 
Naturalmente sto scherzando, cosa che invece non sta facendo l'on. Carlucci Gabriella, deputata del Pdl, anzi, ancora di Forza Italia, per essere precisi. 
Insomma, la famosa presentatrice delle Tv per intenderci. Il disegno di legge dell'on. Carlucci ha il controverso titolo di Internet territorio della libertà, dei diritti e dei doveri”. 

Uso il termine controverso perchè Guido Scorza, avvocato, giurista e blogger, ha fatto una scoperta singolare, anzi due: che l’onorevole Carlucci ha un consulente segreto che con il tema trattato nel testo non avrebbe niente in comune, e che nel disegno c’è uno strano contrabbando terminologico. La Carlucci parte da un presupposto di pedopornografia ma poi, leggendo bene ciò che vi è scritto si legge poca lotta alla pedofilia e molta protezione dei diritti d'autore o copyright. Quindi, se questo testo mira a impedire l'anonimato su internet o la difesa del diritto d'autore, allora la prima a doversene preoccupare dovrebbere essere la stessa on. Carlucci che si è avvalsa di uno scritto altrui.
 
Guido Scorza, nel leggere la proposta di legge Carlucci, nelle proprietà del file .doc pubblicato dall’Onorevole sul proprio sito si è accorto che il documento è stato redatto utilizzando un software intestato a Davide Rossi, Presidente della Univideo, e ora accusa entrambi di un mix di protezionismo e incompetenza informatica.

Dal blog di Guido Scorza: C’era da scommettere che prima o poi sarebbe accaduto: lo spettro della censura in nome del diritto d’autore si è materializzato nei giorni scorsi sotto forma di un’azione cautelare promossa da Mediaset contro la RCS, editrice del Corriere della Sera e, soprattutto, del Corriere.it.

Motivo del contendere: 52 spezzoni di una delle trasmissioni, a mio avviso, più demenziali e diseducative della TV moderna (se così può definirsi) ma, ad un tempo, una delle più seguite: il solito intramontabile Grande Fratello.

Il Corriere.it negli ultimi mesi ha reso disponibile on-line alcuni filmati della trasmissione a corredo di articoli di cronaca su quanto accadeva nella casa esattamente come si è sempre fatto con le foto nelle edizioni cartacee dei giornali e si continua a fare - tempo permettendo - nei nostri telegiornali.

Mediaset non l’ha presa bene ed ha trascinato RCS in tribunale ritenendo che l’utilizzo di quei filmati in assenza di propria autorizzazione (e lauto compenso) non poteva ritenersi giustificato dal diritto di cronaca. Continua...


Il testo del DDL dal file .doc, scaricato dal sito dell'on. Carlucci

PROPOSTA DI LEGGE PER 

“INTERNET TERRITORIO DELLA LIBERTA’, DEI DIRITTI E DEI DOVERI"


Articolo 1

 

La presente legge si applica a tutte le attività di accesso alla rete internet effettuate a partire da - e per il tramite di - apparati informatici e infrastrutture fisicamente presenti nel territorio della Repubblica Italiana.

 

Articolo 2

 

1. E’ fatto divieto di effettuare o agevolare l’immissione nella rete di contenuti in qualsiasi forma (testuale, sonora, audiovisiva e informatica, ivi comprese le banche dati) in maniera anonima.

2. I soggetti che, anche in concorso con altri operatori non presenti sul territorio italiano, ovvero non identificati o indentificabili, rendano possibili i comportamenti di cui al comma 1 sono da ritenersi responsabili - in solido con coloro che hanno effettuato le pubblicazioni anonime - di ogni e qualsiasi reato, danno o violazione amministrativa cagionati ai danni di terzi o dello Stato.

3.  Per quanto riguardai reati di diffamazione si applicano, senza alcuna eccezione, tutte le norme relative alla Stampa. Qualora insormontabili problemi tecnici rendano impossibile l’applicazione di determinate misure, in particolare relativamente al diritto di replica, il Comitato per la tutela della legalità nella rete Internet (di cui al successivo articolo 3 della presente legge) potrà essere incaricato dalla Magistratura competente di valutare caso per caso quali misure possano essere attuate per dare comunque attuazione a quanto previsto dalle norme vigenti.

4. In relazione alle violazioni concernenti norme a tutela del Diritto d’Autore, dei Diritti Connessi e dei Sistemi ad Accesso Condizionato si applicano, senza alcuna eccezione le norme previste dalla Legge633/41 e successive modificazioni.


 Articolo 3


1. Ferme restando le attribuzioni della Magistratura penale, civile e amministrativa, nonchè le funzioni degli organismi indipendenti di controllo già operativi, che in nessun modo vengono modificate, il Governo è delegato a istituire, presso l’Autorità per le Garanzie delle Comunicazioni,  entro nove mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge il “Comitato per la tutela della legalità nella rete Internet”.

Il Comitato è composto 9 Membri così designati:

3 Membri indicati dalla Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni (secondo procedure e modalità da definirsi a cura della stessa Autorità).

2 Magistrati ordinari, designati dal CSM

1Magistrato amministrativo designato dal Consiglio di Presidenza della Giustizia Amministrativa.

1 esperto di settore indicato dalla Siae (Società Italiana degli Autori e degli Editori).

2 esperti di settore indicati dalla Confindustria.

A tale organismo potranno essere inviate segnalazioni informa riservata o pubblica. E ad esso potranno essere sottoposti - per una valutazione tecnica e per la creazione di un repertorio  casistico - gli atti giudiziari, ivi compresigli esposti, le denunzie e le querele, relativi a tematiche di competenza.

Il Comitato potrà inoltre essere fatto oggetto di interrogazioni e interpellanze preventive in relazione a dubbi interpretativi riguardanti leggi e regolamenti.

 

2. Il Comitato resta in carica 3 anni.

Il Presidente sarà indicato dal Presidente della Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni.

3. Il Comitato dovrà predisporre una relazione introduttiva della propria attività inquadrando i temi fondamentali e indicando i punti prioritari della propria missione. Tale relazione dovrà essere approvata dal Consiglio della Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni.

Ogni sei mesi verrà emesso un rapporto sull’avanzamento delle attività e un aggiornamento sui casi di maggiore interesse sottoposti al Comitato.

4. Il Comitato ha titolo per emettere quattro diverse tipologie di atti:

a. Raccomandazioni;

b. Note interpretative in merito alle norme relative alla rete Internet;

c. Pareri non vincolanti in merito alla messa in opera di misure preventive o cautelari;

d. Relazioni alla Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni.

 

Se richiesto dalle parti interessate, solo su materie di natura civilistica, e a spese delle stesse, il Comitato potrà svolgere attività arbitrale e di mediazione ai fini della messa in opera di accordi intercategoriali o di codici di condotta condivisi.

5. Il regolamento interno del Comitato, predisposto a cura degli uffici tecnici Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni sulla base delle indicazioni pervenute dai membri del Comitato, dovrà essere approvato dal Consiglio della stessa.

 

Articolo 4

 

La legge entra in vigore 90 giorni dopo la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale.

Entro tale termine gli operatori di cui all’articolo 1 adeguano le modalità di accesso alla rete internet da esse garantito a quanto prescritto dalla presente legge.

L’effettiva costituzione e messa in attività del Comitato dei cui all’art. 3 e seguenti non influisce sulla applicabilità delle norme cui agli Articoli 1, 2 e 4.


Commento. 
Se questo DDL dovesse diventare legge, partedell'informazione via internet diventerebbe fuorilegge. Si ritornerebbe a scrivere di libertà con carta e calamaio e comunque sarebbedefinitivamente concluso lo sviluppo italiano dell'informatica.


News del 17 marzo . Articolo sull'Unità: I Censori del web.

POLITICA
23 novembre 2008
Ferma il DDL Cassinelli contro Internet
Sottoscrivi e aderisci alla Petizione on-line per fermare il DDL del deputato Cassinelli che vuole modificare l'art. 1 della legge n.62 del 7 marzo 2001. Con questa modifica si ucciderebbe Internet perchè lo strumento informatico verrebbe asservito alle stesse leggi che regolano la 'carta stampata'.

Con questa adesione firmi per bloccare la proposta di legge presentata il 19 novembre 2008 d’iniziativa del deputato CASSINELLI che richiede: la Modifica all’articolo 1 della legge 7 marzo 2001, n. 62, in materia di definizioni e disciplina del prodotto editoriale, con la conseguenza di invadere e prevaricare la libertà di espressione su Internet che non è paragonabile per sua natura a nessun prodotto editoriale cartaceo, come invece sarebbe nel caso di approvazione del DDL Cassinelli. Si prefigurerebbe l'esborso di nuovi oneri per i cittadini di ogni ceto sociale.Fermiamo da subito questa Proposta di legge (DDL) prima che arrivi all’esame di qualsiasi Commissione. Inoltre  si modificherebbero leggi (lo stesso DDL lo scrive) già esistenti, che regolano comunque l’attività su Internet. L'immagine dell'Italia verrebbe danneggiata, colpendo la lungimiranza dello strumento informatico che fa comunicare milioni di persone nel mondo indipententemente dalla loro collocazione sociale. Sarebbe come fermare la ricerca scientifica e tecnologica di cui ha tanto bisogno l'Italia.
Questo Statuto vuole indicare l’incostituzionalità del DdL e sottolinea l’art. 3) della Costituzione della Repubblica Italiana.
::art.3-"È compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l'eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l'effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all'organizzazione politica, economica e sociale del Paese".

Ferma il  DDL Cassinelli contro Internet  - Clicca sull'URL


Non si tratta di attaccare questo o quel partito.
Si cerca esclusivamente di salvaguardare Internet e la libertà di espressione da leggi che modificano altre leggi che regolano la 'carta stampata' e pertanto non possono essere valide anche per l'attività on-line !

Non credo inoltre sia il caso di dare alcun terreno di 'negoziazione' a nessun politico, di nessun schieramento. Crollano le scuole, la ricerca è spazzata via. I licenziamenti sono a numero illimitato. I redditi sono inconsistenti. Se in Parlamento, invece di continue risse, vedessimo persone che stanno lavorando per leggi serie e costruttive sarebbe meglio. Occuparsi di Internet, invece di seri interventi per il Paese, è terreno facile per chi non sa o non vuole occuparsi d'altro. Ho il forte dubbio che sarebbe troppo impegnativo. E' necessario far capire a questi latori di leggi improvvisate, che Internet è lo strumento di comunicazione ed informazione mondiale, che non riusciranno mai a far tacere. E perciò credo sia il momento di organizzare comunicati rivolti a tutta la comunità scientifica internazionale per diffondere ciò che sta avvenendo a discapito di Internet in Italia.


                                          vedi gli altri  post  sui DDL     

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