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blog di Valter Carraro Gasparin
POLITICA
7 dicembre 2010
Ecco cosa appare quando Gmail subisce un attacco in Cina
Realmente accaduto in Cina pochi giorni fa e pubblicato su bussinessinder.com:
All'inizio di quest'anno, un indignato Sergey Brin, co-fondatore di Google, decise di spostare il motore di ricerca al di fuori della Cina, dopo aver scoperto che hacker alle dipendenze del governo, avevano fatto irruzione negli account di molti utenti di Gmail. Ora so come si sentiva. Gente, io sono una vittima della Cina. Mi spiego. La prima cosa che faccio tutte le mattine nei giorni feriali è raggiungere il mio cellulare dal comodino e controllare la mia posta elettronica. Venerdì scorso, ho preso il mio telefono e ho visto che non caricava il mio account Gmail personale. Dopo pochi istanti, ho trovato una strana email sul mio account nella mia casella di posta che uso per lavoro. La mail diceva: la sua linea è stata oggetto di "hi" ed ora può leggere: (Its subject line was "hi," and it read like this:)
Hey, ho una buona informazione da condividere con te. Il prezzo è molto competitivo e vantaggioso, così ho comperato alcuni prodotti. E' stato molto emozionante e sono stato molto contento quando ho visto i miei acquisti. Penso che si possa andare a vedere «www.famous-elec.com». Si risparmiano più soldi, là.



Ovviamente ero stato violato
(Obviously, I'd been hacked.). Questa mail tipo "commerciale"  in Cina sono il segnale che la propria posta ha avuto l'accesso forzato.
Conosco Google e in 15 minuti ero in possesso del mio account, con una nuova password. Ma c'era ancora una cosa che non capivo. Chi era entrato nella mia posta. E come ?
Oggi il mistero è stato risolto. La Cina mi ha preso. (China got me.)
Nella mia casella di posta, questo pomeriggio, ho trovato un avviso di colore rosso vivo mandatomi da Google che "accese" la parte superiore della mia casella. Vi si legge:«Riteniamo che nel tuo account vi sia stato un accesso da parte cinese». Questo è l'avviso mandato da Google che si vede dopo un attacco informatico in Cina. (This is what your inbox looks like when you've been hacked by China:

L'avviso rosso vivo con cui Google avverte di una violazione dell'accesso alla casella di posta in Cina

E questo è quello che succede quando con un clic si va su "Mostra i dettagli"



Questa storia è capitata a Nicholas Carlson e così l'ha raccontata (sul sito più sopra linkato) con questi stessi screenshot. Dopo i dissidi, le censure esercitate su Google in Cina sono cosa nota  e le misure possono essere anche ben più pesanti di questa. D'altra parte il malcapitato Nicholas è riuscito a raccontarla perchè non aveva nulla da nascondere ed è potuto ritornare a casa per riferirla, a differenza di chi ha avuto il sito oscurato, o di blogger imprigionati. Come sappiamo, la Cina giudica come "interferenza interna" qualsiasi persona o Stato che si esprima o  accenni a diritti umani e libertà civili. Per non parlare delle molte opposizioni al Trattato di Kyoto. Bhe, la morale è presto fatta. Attenti a certi annunci con collegamenti ipertestuali che siamo abituati a considerare spam. Non si sa mai cosa e chi può esserci dietro!

Personalmente, da un po' di tempo - non più di un paio d'anni, vedo spesso spam in inglese stracolmi di link su orologi, pelletteria, abbigliamento, profumi etc. Insomma, quel tipo di beni definiti voluttuari che in questi messaggi rivelano un bisogno di eccesso, di sovrabbondanza; di esibizione come per una specie di rivalsa. Oggetti che imitano il lusso ma sono assolutamente inutili. Immancabilmente patacche.

Se è una nuova forma di pubblicità del superfluo, riesce a scocciare egregiamente, ma se cominciasse ad invadere il web ? Internet è globale, non dimentichiamolo neanche per un istante. Nessun virus, ma mezze pagine di commenti che intasano tutto e all'apparenza non servono a nessuno...


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POLITICA
12 ottobre 2010
CLIMA: la Cina rivendica il suo diritto alle emissioni. A Tjanjin fallito il vertice ONU
A Tjanjin, al vertice ONU, 177 Paesi hanno discusso sul clima ma nessun fatto nuovo ha animato l'ennesimo congresso sul peggioramento del clima mondiale. Anzi, Jonathan Pershing, l'inviato USA, ha addirittura dichiarato che oltre a non aver trovato nessuna strada nuova per un qualche successo, la risoluzioni dei problemi si è posticipata a Cancun, in Messico, per fine anno.

Come se si stesse parlando di una partita di riso e non della salute dell'intero pianeta, unica, contraria ed ostinata è la posizione della Cina che ritenendosi un Paese in via di sviluppo pur contando ad oggi le emissioni inquinanti più imponenti del pianeta, ritiene che l'abbassamento delle emissioni sia compito dei Paesi già sviluppati poichè responsabili della catastrofe attuale.

La Cina si rifiuta di fissare obiettivi quantificabili e verificabili di riduzione delle emissioni

La Cina continua a rivendicare il suo diritto di inquinare come a suo tempo fecero gli altri, con la motivazione che essendo ciò necessario al suo sviluppo, non ha intenzione di perseguire altre strade per l'approvvigionamento energetico vedendo nel vecchio, obsoleto e disastroso modello di sviluppo classico un male necessario e soprattutto la via più breve per la ricchezza.

Beata la segretaria generale dello United Nations Framework Convention on Climate Change (Unfccc), Christiana Figueres. A quanto dichiarato, per lei questo incontro ha fatto chiarezza sui punti da discutere al prossimo vertice a Cancun, ossia la la ricerca di strumenti operativi economici e tecnologici atti a facilitare l’accesso alle energie pulite per i Paesi in via di sviluppo, prospettiva per la quale sono stati stanziati 30 miliardi di dollari.
Un punto di vista...ma non credo che i problemi a Cancun saranno molto diversi dagli attuali e se lo saranno, non potranno che essere peggiorati. Ma pare che 30 miliardi di dollari, il denaro in altre parole, abbia il potere di placare anche il disastro ambientale. E in ogni caso, se la Cina continuerà ad avere questo ottuso atteggiamento, gli altri Paesi in via di sviluppo, al confronto del gigante asiatico, ovviamente potranno fare ben poco.

Le buone notizie

Tra le tristezze degli stanziamenti a lungo termine per affrontare i cambiamenti climatici, che non mi sembra siano affatto intenzionati a svolgersi e scatenarsi in tempi lunghi - ma se ne parlerà a Cancun (sic!) - la buona notizia viene proprio dalla Cina che comunque sta investendo in modo imponente sulle energie rinnovabili. Oltre a questo, da rilevare che nessun Paese ha compiuto dei passi indietro rispetto a Copenhaghen. Unione Europea e Usa parlano però di progressi limitati, specialmente quando si tocca il nodo della trasparenza nel dichiarare le proprie emissioni.
E in questo siamo ancora alla notte dei tempi.

E in Italia ?

Il nostro mega direttore generale dell'Ambiente, Corrado Clini, è intenzionato a non chiedere l'apertura di una seconda fase del Protocollo di Kyoto, con aumento dei tagli della CO2 dal 20 al 30% poichè la ritiene essere un'opzione non utile al negoziato. Tradotto, il mega direttore, sia pure indirettamente, dà ragione alla Cina perchè con questa posizione avvalla proprio quei modelli di sviluppo obsoleti che invece dovrebbero essere contrastati. In poche parole: il lupo perde il pelo, ma non il vizio...Anzi, i vizi per cui un tempo si usava una parola: consumismo .Una parola che oggi non può più essere nemmeno pensata per non aggravare ulteriormente la possibilità di un futuro sostenibile.


Chi è il prof.Corrado Clini, attuale direttore generale dell'Ambiente.

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ECONOMIA
20 ottobre 2009
Cina. Il costo del piombo
Da fonti ufficiali, Jiyuan County, Cina (Reuters) , per avvelenamento da piombo, quindicimila persone saranno costrette a trasferirsi. Dove, non è dato saperlo. Le indicazioni riportate dal China Daily parlano vagamente di un sito a circa 4 Km.

Almeno 15mila persone di 10 villaggi nella zona intorno a Jiyuan, nella provincia dell'Henan, saranno trasferite. La causa risiede in zona, dove ha sede la più grande fonderia della Cina.

L'evacuazione è stata decisa dopo i catastrofici risultati delle analisi cominciate da agosto. Queste hanno riscontrato un'eccessiva percentuale di piombo nel sangue di mille bambini con quasi 500 microgrammi di piombo per litro, circa 50 volte il livello accettabile negli Stati Uniti.

Il sindaco di Jiyuan, Zhao Suping, dice:"Loro non si preoccupano della vita e della morte di noi gente comune. Così tutto il paese deve essere trasferito per far posto all'impianto. Così la soluzione più semplice è spostare le persone perchè il costo di mitigare l'inquinamento è molto alto".

Quanto costerà riportare la salute pubblica e i cittadini al loro posto? Le stime parlano di circa 146 milioni di dollari, che saranno pagati per il 70 per cento dal governo e dalle aziende responsabili dell'inquinamento e per il 30 per cento dai cittadini, vale a dire circa 43,8 milioni di dollari.

La deduzione che se ne trae è che quindi i cittadini sono colpevoli.

Colpevoli di essere civili inermi senza alcuna possibilità di protestare, ma che è sempre possibile avvelenare e poi far pagare. Perchè è chiaro che se il primo pagamento sarà di 43,8 milioni, è evidente che molti altri milioni saranno a loro carico tramite il conseguente costo degli alimenti, delle cure e di tutto ciò che dovrà essere messo a posto dopo il trasferimento di massa.

Non è dato sapere se veramente il costo è "solo" di 146 milioni, se la fonderia continuerà a funzionare prima di una riconversione (ammesso che vi sia) e che grado di inquinamento hanno subito falde acquifere, suolo e correnti aeree.

Il sindaco si dice molto preoccupato: "sono preoccupato per le malattie che questo avvelenamento porta. Sono preoccupato per mio figlio. Lui è il futuro della nostra famiglia"


Non sono comprese nelle stime le elevatissime quantità di emissioni di CO2 che comunque assorbiremo noi e tutto il nostro povero pianeta.

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E se fosse successo in Italia? Che farebbe il governo. 

In che modo ci farebbe pagare?


Dopo l'Aquila, il 18 settembre, Bertolaso scrisse:

"La classe dirigente di cui sono parte non ha saputo evitare tanti lutti".



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POLITICA
5 giugno 2009
Tiananmen 20 anni fa. Il video del massacro

Tiananmen 20 anni fa. Il video del massacro

Vent'anni fa, dopo due settimane di legge marziale voluta da Mao Tse Tung, tra la sera del 4 e il pomeriggio del 5 giugno, l'esercito cinese apriva il fuoco sulla folla di studenti riuniti in piazza Tian an men in nome della democrazia, uccidendo centinaia di persone. Ogni anno, in occasione dell'anniversario della strage, la Cina rafforza le misure di sicurezza e soffoca ogni voce dissidente. Quest'anno le restrizioni sono state particolarmente dure. Oltre a bloccare migliaia di forum e di siti internet, le autorità hanno vietato l'accesso alla piazza alle troupe televisive e ai fotografi stranieri. Decine di dissidenti, residenti anche a centinaia di chilometri da Pechino, sono stati preventivamente arrestati o messi agli arresti domiciliari.



            Kate Adie, BBC, fu la reporter delle proteste e del 
                                         video del massacro


Questo video richiede Real Player o Windows Media Player, ultime versioni.
Per una sicura visualizzazione aprire la finestra da
questo link e successivamente, cliccare su:
Launch in stand alone player. A
ttendere 20 - 30 sec. per la trasmissione nel buffer.

Tiananmen Square: a night of despair

La notte della disperazione. Questo video usa alcuni spezzoni del video del 1989, con filmati e interviste a coloro che furono i giovani leader di Piazza Tiananmen

La foto simbolo di Tien an men

 Il coraggio di pensare


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19 settembre 2008
Alitalia:solo ombre. Ma come stanno gli altri?

Dopo il comunicato di ieri delle 16:11, con mezza Italia attaccata alle radioline, ricordo di gloriose radiocronache calcistiche, con Colaninno che conferma le prime voci del pomeriggio e ritira l'offerta Cai, il gruppo di investitori che avrebbe dovuto rilevare Alitalia per la Compagnia aerea italiana, si aprono le cronache e i commenti su tutti i quotidiani europei che erano rimasti in silenziosa attesa. Cosa accadrà adesso? Le voci sono divergenti. In Italia un ampio fronte politico e partiticamente trasversale vorrebbe insistere. In che modo non si sa.
Di certo Enrico Letta, con la sua prima pagina su Europa, scrivendo
"Nessuno ha vinto" ha purtroppo sintetizzato la drammatica ovvietà dell'esito finale della trattativa tra sindacati e Cai. E proprio tra i leader sindacali sembra essersi aperta una durissima polemica.  La CGIL è sotto accusa, ma Epifani in una intervista a La Stampa dichiara: "L'ultimo no? non è stato il mio".

Angeletti, della UIL, sempre su La Stampa,  parla di catastrofe sindacale e spara un durissimo "Qualche collega fa il becchino".

Renata Polverini, l'unica donna a capo di un sindacato, l'UGL, che negli ultimi anni ha raccolto diversi consensi e molti fuoriusciti dai sindacati confederali, intervistata dal Secolo d'Italia, accusa:
"Qualcuno non ha fatto il proprio mestiere, pensare ai lavoratori".

Il comunicato politico che mette in fila sindacati e partiti, cominciando dal comportamento irresponsabile tenuto in campagna elettorale da Berlusconi, che ora parla di baratro, è redatto dai Radicali, a firma del deputato on. Marco Beltrandi, eletto nelle liste del Partito democratico.


 
In Francia, LE JOURNAL DES FINANCES molto concretamente, con grafici, sintetizza e raffronta la situazione finanziaria delle Compagnie Aeree Europee, Americane e Asiatiche.

Compagnie Europee

Compagnie Americane

Compagnie Asiatiche


Se ne deduce che se Lufthansa, in Europa, è la Compagnia più quotata finanziariamente e Alitalia è sull'orlo della scomparsa, in USA non sono messi molto bene, mentre l'Air Canada sta volando a quote in miliardi di dollari, sopra gli Stati Uniti. Ma il raffronto grafico non lascia dubbi. Le principali Compagnie Asiatiche, Air China in testa, sfondano i parametri di comparazione e a suon di miliardi di dollari, mostrano la potenza ormai acquisita. I piloti italiani lo sanno bene. Air China sta propagandando spot per l'assunzione di 4.000 piloti, poichè è in grado di formarne "solo" 400 l'anno.
Certo, gli stipendi non sono gli stessi. Un pilota cinese, lavoro comunque ambitissimo, arriva a 30.000 euro l'anno! Non commento. Chi deve, faccia i propri conti.... 


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