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blog di Valter Carraro Gasparin
POLITICA
10 dicembre 2010
82 siti indagati negli USA per pirateria. Ma Wikileaks non è tra loro.

Lunedì, dopo il rilascio dei cablo diplomatici USA, il procuratore generale  Eric Holder, Ministro della Giustizia, annunciava che il Dipartimento di Giustizia avrebbe dato un giro di vite a siti web di cracker e ad altri che violavano le leggi sul copyright, il falso e la contraffazione.

I trasgressori: 82 siti web sospettati di aver venduto merci contraffatte e video pirata. Fino ad oggi il sito di Assange ha avuto meno conseguenze di coloro che vendono borse false di Louis Vuitton  e DVD non autorizzati dalla Disney. E anche se funzionari del governo dicono che hamesso in pericolo la vita degli Stati Uniti e messo a repentaglio la sicurezzanazionale, Wikileaks non era tra questi.

Nonostante delle posizioni molto dure verso Wikileaks, tra queste Candice Miller, membro della Homeland Security Committee House che ha detto: "E’ ora che l'amministrazione Obama consideri WikiLeaks per quello che è - una organizzazione terroristica il cui funzionamento continuo minaccia la nostra sicurezza", il Dipartimento della Giustizia e il suo Titolare, stanno scoprendo che non è così facile far tacere Wikileaks.

E Gabriel Schoenfeld dell'Hudson Institute e autore di  “Necessary Secrets” (Segreti necessari) ha detto che non ci sono le condizioni per toccare Assange (“They’re not going to be able to threaten or touch Julian Assange). Oltre a problemi di estradizione, ha aggiunto, "c'è il primo problema inerente il Primo emendamento nell'Espionage Act". 

("Besides problems extraditing him, he added, “there’s the inherent First Amendment problems in the Espionage Act.).

Anche se i funzionari degli Stati Uniti potrebbero arrestare Assange, lui ha creato con WikiLeaks una complessa rete in grado di sopravvivere senza di lui. La sua capacità di ottenere, conservare e distribuire le informazioni attraverso una operazione altamente sofisticata, sembra essere al di fuori della portata della legge americana e internazionale.

Mercoledì, poco prima dell’arresto di Assange, fonti del Dipartimento di Giustizia, confermavano l’irritazione di alti funzionari che consideravano quella su Wikileaks “un’indagine in perdita”. Ogni studioso del Primo Emendamento sa bene che il Governo non può attaccare Wikileaks e Assange. Ciò sarebbe in conflitto con la decisione della Corte Suprema nel caso Pentagon Papers", ha affermato Kevin Bankston della Electronic Frontier Foundation. Il riferimento è alla sentenza nel 1971 della Corte suprema, che respinse l’atto dell’amministrazione Nixon di fermare il New York Times che, via stampa, fece trapelare relazioni di alto livello militare sulla guerra in Vietnam.

"Con il Primo Emendamento, la presunzione legale è fortemente a favore della libertà di parola", ha detto Bankston. "Il governo avrebbe l'onere di dimostrare danni gravi e davvero imminenti e dovrebbe fare così per ogni documento che vuole far cessare".

( “Under the First Amendment, the legal presumption is strongly in favor of free speech and against prior restraint,” Bankston said. “The government would have the burden of demonstrating serious, really imminent harm and would have to do so for each document it wants to enjoin”).

Il pensiero corre all’amministrazione Bush, che per ricercare presunte armi di distruzione di massa dovette scatenare una guerra contro Saddam Hussein. Guerra che, ironia della sorte, ha fornito a Wikileaks una grossa quantità di dati che ora si ritorcono contro l’amministrazione Obama. 

Anche se un giudice volesse convintamente chiudere il sito, l'ordine quasi certamente fallirebbe. Wikileaks ha già condiviso i cablo diplomatici con organizzazioni giornalistiche e talvolta ha anche distribuito file cifrati come "assicurazione" – file che si ritengono già duplicati da diversi sostenitori in tutto il mondo, visto che sono rimasti a disposizione sui siti mirror. Gli esperti in fughe informatiche e problemi di sicurezza su Internet hanno detto che l'amministrazione Obama deve affrontare una serie scoraggiante, forse insormontabile, di sfide giuridiche e pratiche, se vuole chiudere Wikileaks. 

Secondo gli ultimi reports, il governo sta studiando se possa perseguire WikiLeaks e il suo fondatore ai sensi della legge sullo spionaggio per la pubblicazione di documenti governativi classificati che però, ha ottenuto da intermediari.

Hina Shamsi, direttore del National Security Project, ACLU: "Sono profondamente scettico che perseguire WikiLeaks sarebbe costituzionale, o una buona idea.I giudici hanno chiarito  che il Primo Emendamento protegge terze parti indipendenti che pubblicano informazioni classificate. 

Perseguire Wikileaks non sarebbe diverso da perseguire i media che hanno pubblicato i documenti classificati.  Se i giornali fossero ritenuti penalmente responsabili per la pubblicazione di informazioni trapelate su pratiche di governo, non avremmo mai scoperto le prigioni segrete della CIA o il governo spiare gli americani innocenti. Perseguire editori di informazioni classificate, minaccia il giornalismo investigativo. Invece è necessario un dibattito pubblico che informi sulla condotta del governo, e questo è un risultato impensabile”.

"La lezione più ampia del fenomeno Wikileaks è che il Presidente Obama dovrebbe tornare agli ideali di trasparenza che ha invocato all'inizio della sua presidenza. Il pubblico americano non avrebbe dovuto dipendere dai media per sapere cosa sta facendo il governo."

(“We're deeply skeptical that prosecutingWikiLeaks would be constitutional, or a good idea. The courts have made clearthat the First Amendment protects independent third parties who publishclassified information. Prosecuting WikiLeaks would be nodifferent from prosecuting the media outlets that also published classifieddocuments. If newspapers could be held criminally liable for publishing leakedinformation about government practices, we might never have found out about theCIA's secret prisons or the government spying on innocent Americans.Prosecuting publishers of classified information threatens investigativejournalism that is necessary to an informed public debate about governmentconduct, and that is an unthinkable outcome”).

(“The broader lesson of the WikiLeaksphenomenon is that President Obama should recommit to the ideals oftransparency he invoked at the beginning of his presidency. The American publicshould not have to depend on leaks to the news media and on whistleblowers toknow what the government is up to.”)


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permalink | inviato da xpress il 10/12/2010 alle 3:34 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
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