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blog di Valter Carraro Gasparin
POLITICA
12 marzo 2009
Il DDL Carlucci e la Sentenza della Cassazione. Qualche chiarezza e un poderoso attacco a Internet.
Con l'intento di diffondere un po' di chiarezza sul dibattuto argomento blog e forum, viste le mail che continuano ad arrivarmi chiedendomi se ho notizie in merito e viste le precedenti petizioni inoltrate dal mio piccolo blog, riporto delle comunicazioni partendo dalle notizie pubblicate sul Blog del Circolo Barack Obama:

Mezzo di comunicazione, ma non organo di stampa.

Questa in sintesi la sentenza e la Cassazione ha confermato la possibilità di sequestro preventivo di blog e forum, che non potranno usufruire delle tutele costituzionali degli organi di informazione. Questa è la cattiva notizia.  
La buona notizia è che come semplice luogo di discussione, blog e forum non sono tenuti agli obblighi che spettano all’editoria e la responsabilità dei commenti è degli autori degli stessi e non del responsabile dello spazio, che viene dunque esonerato dal controllo.

Spero che gli amici del Circolo on line Barack Obama non mi chiedano i diritti d'autore :)) 
Naturalmente sto scherzando, cosa che invece non sta facendo l'on. Carlucci Gabriella, deputata del Pdl, anzi, ancora di Forza Italia, per essere precisi. 
Insomma, la famosa presentatrice delle Tv per intenderci. Il disegno di legge dell'on. Carlucci ha il controverso titolo di Internet territorio della libertà, dei diritti e dei doveri”. 

Uso il termine controverso perchè Guido Scorza, avvocato, giurista e blogger, ha fatto una scoperta singolare, anzi due: che l’onorevole Carlucci ha un consulente segreto che con il tema trattato nel testo non avrebbe niente in comune, e che nel disegno c’è uno strano contrabbando terminologico. La Carlucci parte da un presupposto di pedopornografia ma poi, leggendo bene ciò che vi è scritto si legge poca lotta alla pedofilia e molta protezione dei diritti d'autore o copyright. Quindi, se questo testo mira a impedire l'anonimato su internet o la difesa del diritto d'autore, allora la prima a doversene preoccupare dovrebbere essere la stessa on. Carlucci che si è avvalsa di uno scritto altrui.
 
Guido Scorza, nel leggere la proposta di legge Carlucci, nelle proprietà del file .doc pubblicato dall’Onorevole sul proprio sito si è accorto che il documento è stato redatto utilizzando un software intestato a Davide Rossi, Presidente della Univideo, e ora accusa entrambi di un mix di protezionismo e incompetenza informatica.

Dal blog di Guido Scorza: C’era da scommettere che prima o poi sarebbe accaduto: lo spettro della censura in nome del diritto d’autore si è materializzato nei giorni scorsi sotto forma di un’azione cautelare promossa da Mediaset contro la RCS, editrice del Corriere della Sera e, soprattutto, del Corriere.it.

Motivo del contendere: 52 spezzoni di una delle trasmissioni, a mio avviso, più demenziali e diseducative della TV moderna (se così può definirsi) ma, ad un tempo, una delle più seguite: il solito intramontabile Grande Fratello.

Il Corriere.it negli ultimi mesi ha reso disponibile on-line alcuni filmati della trasmissione a corredo di articoli di cronaca su quanto accadeva nella casa esattamente come si è sempre fatto con le foto nelle edizioni cartacee dei giornali e si continua a fare - tempo permettendo - nei nostri telegiornali.

Mediaset non l’ha presa bene ed ha trascinato RCS in tribunale ritenendo che l’utilizzo di quei filmati in assenza di propria autorizzazione (e lauto compenso) non poteva ritenersi giustificato dal diritto di cronaca. Continua...


Il testo del DDL dal file .doc, scaricato dal sito dell'on. Carlucci

PROPOSTA DI LEGGE PER 

“INTERNET TERRITORIO DELLA LIBERTA’, DEI DIRITTI E DEI DOVERI"


Articolo 1

 

La presente legge si applica a tutte le attività di accesso alla rete internet effettuate a partire da - e per il tramite di - apparati informatici e infrastrutture fisicamente presenti nel territorio della Repubblica Italiana.

 

Articolo 2

 

1. E’ fatto divieto di effettuare o agevolare l’immissione nella rete di contenuti in qualsiasi forma (testuale, sonora, audiovisiva e informatica, ivi comprese le banche dati) in maniera anonima.

2. I soggetti che, anche in concorso con altri operatori non presenti sul territorio italiano, ovvero non identificati o indentificabili, rendano possibili i comportamenti di cui al comma 1 sono da ritenersi responsabili - in solido con coloro che hanno effettuato le pubblicazioni anonime - di ogni e qualsiasi reato, danno o violazione amministrativa cagionati ai danni di terzi o dello Stato.

3.  Per quanto riguardai reati di diffamazione si applicano, senza alcuna eccezione, tutte le norme relative alla Stampa. Qualora insormontabili problemi tecnici rendano impossibile l’applicazione di determinate misure, in particolare relativamente al diritto di replica, il Comitato per la tutela della legalità nella rete Internet (di cui al successivo articolo 3 della presente legge) potrà essere incaricato dalla Magistratura competente di valutare caso per caso quali misure possano essere attuate per dare comunque attuazione a quanto previsto dalle norme vigenti.

4. In relazione alle violazioni concernenti norme a tutela del Diritto d’Autore, dei Diritti Connessi e dei Sistemi ad Accesso Condizionato si applicano, senza alcuna eccezione le norme previste dalla Legge633/41 e successive modificazioni.


 Articolo 3


1. Ferme restando le attribuzioni della Magistratura penale, civile e amministrativa, nonchè le funzioni degli organismi indipendenti di controllo già operativi, che in nessun modo vengono modificate, il Governo è delegato a istituire, presso l’Autorità per le Garanzie delle Comunicazioni,  entro nove mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge il “Comitato per la tutela della legalità nella rete Internet”.

Il Comitato è composto 9 Membri così designati:

3 Membri indicati dalla Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni (secondo procedure e modalità da definirsi a cura della stessa Autorità).

2 Magistrati ordinari, designati dal CSM

1Magistrato amministrativo designato dal Consiglio di Presidenza della Giustizia Amministrativa.

1 esperto di settore indicato dalla Siae (Società Italiana degli Autori e degli Editori).

2 esperti di settore indicati dalla Confindustria.

A tale organismo potranno essere inviate segnalazioni informa riservata o pubblica. E ad esso potranno essere sottoposti - per una valutazione tecnica e per la creazione di un repertorio  casistico - gli atti giudiziari, ivi compresigli esposti, le denunzie e le querele, relativi a tematiche di competenza.

Il Comitato potrà inoltre essere fatto oggetto di interrogazioni e interpellanze preventive in relazione a dubbi interpretativi riguardanti leggi e regolamenti.

 

2. Il Comitato resta in carica 3 anni.

Il Presidente sarà indicato dal Presidente della Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni.

3. Il Comitato dovrà predisporre una relazione introduttiva della propria attività inquadrando i temi fondamentali e indicando i punti prioritari della propria missione. Tale relazione dovrà essere approvata dal Consiglio della Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni.

Ogni sei mesi verrà emesso un rapporto sull’avanzamento delle attività e un aggiornamento sui casi di maggiore interesse sottoposti al Comitato.

4. Il Comitato ha titolo per emettere quattro diverse tipologie di atti:

a. Raccomandazioni;

b. Note interpretative in merito alle norme relative alla rete Internet;

c. Pareri non vincolanti in merito alla messa in opera di misure preventive o cautelari;

d. Relazioni alla Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni.

 

Se richiesto dalle parti interessate, solo su materie di natura civilistica, e a spese delle stesse, il Comitato potrà svolgere attività arbitrale e di mediazione ai fini della messa in opera di accordi intercategoriali o di codici di condotta condivisi.

5. Il regolamento interno del Comitato, predisposto a cura degli uffici tecnici Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni sulla base delle indicazioni pervenute dai membri del Comitato, dovrà essere approvato dal Consiglio della stessa.

 

Articolo 4

 

La legge entra in vigore 90 giorni dopo la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale.

Entro tale termine gli operatori di cui all’articolo 1 adeguano le modalità di accesso alla rete internet da esse garantito a quanto prescritto dalla presente legge.

L’effettiva costituzione e messa in attività del Comitato dei cui all’art. 3 e seguenti non influisce sulla applicabilità delle norme cui agli Articoli 1, 2 e 4.


Commento. 
Se questo DDL dovesse diventare legge, partedell'informazione via internet diventerebbe fuorilegge. Si ritornerebbe a scrivere di libertà con carta e calamaio e comunque sarebbedefinitivamente concluso lo sviluppo italiano dell'informatica.


News del 17 marzo . Articolo sull'Unità: I Censori del web.

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