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blog di Valter Carraro Gasparin
CULTURA
11 gennaio 2009
Giovanni Giudici - LA VITA IN VERSI - Cenni biografici su Mario PICCHI
Uno dei motivi di fondo della poetica di  Giudici è il non metterci davanti ad un messaggio (T.S.Eliot), non c’è bisogno che dietro la poesia ci sia sempre una philosopy, purchè ci sia l’espressione  di “qualche impulso umano permanente. "L’Espresso -18 giugno 1972 - Mario Picchi." Livornese di nascita ma romano di adozione, Mario Picchi tradusse  alcuni dei maggiori classici francesi, da Hugo a Maupassant. Come romanziere esordi' nel '60 con Roma di giorno. La sua narrativa e' tutta dedicata a una Roma che non e' quella borghese e annoiata di Moravia, ma nemmeno quella popolare e suburbana di Pasolini. Piu' veggente che visionario, Picchi sapeva guardare e rappresentare la sua realta' (questa Roma bifronte e inedita), ma anche e contemporaneamente le sue "catacombe".



LA VITA IN VERSI

Metti in versi la vita, trascrivi

Fedelmente, senza tacere

Particolare alcuno, l’evidenza dei vivi.

Ma non dimenticare che vedere non è

Sapere, né potere, bensì ridicolo

Un altro voler essere che te.

Nel sotto e nel soprammondo s’allacciano

Complicità di visceri, saettano occhiate

D’accordi. E gli astanti s’affacciano*

Al limbo delle intermedie balaustre;

Applaudono, compiangono entrambi i sensi

Del sublime – l’infame, l’illustre.

Inoltre metti in versi che morire

E’ possibile a tutti più che nascere


E in ogni caso l’essere è più del dire.
 


*Al privilegio di miseria e di tragedia / per puro equivoco mi ero affacciato.


Giovanni Giudici

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permalink | inviato da xpress il 11/1/2009 alle 23:5 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (1) | Versione per la stampa
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